lo scrittore e meridionalista Angelo Forgione

“Stop agli allarmismi per il Coronavirus cinese! Vero, l’Italia è il terzo Paese al mondo per numero di contagi, ma si tratta pur sempre di un virus semplicemente più aggressivo di altri in quanto a trasmissibilità. Non è la peste, non è il colera, e la dozzina di decessi che ha provocato in Italia sono relativi a persone anziane con patologie respiratorie dovute ad altre complicanze”. Il monito arriva da Angelo Forgione, scrittore, storicista e meridionalista, che così in un interessante approfondimento analizza i contorni dell’emergenza Coronavirus, e che già in passato ha sviscerato gli aspetti culturali e sociologici che caratterizzarono nel 1973 l’epidemia del Colera.

Il concetto di letalità. “La verità è che dal Covid-19 si guarisce e non esiste una sostanziale mortalità per chi ne è colpito. È un’infezione che può manifestarsi anche in forma grave in certi casi ma che può risultare letale solo per persone in età avanzata e già con altri problemi di salute. La tubercolosi fa molte più vittime, e nessuno ne parla; per non parlare delle malattie tumorali, che fanno stragi senza riempire palinsesti televisivi”.

Psicosi da massiva informazione. “È stata creata una psicosi da una massiva informazione, per certi versi allarmistica. La notizia dei decessi di pazienti contagiati da Coronavirus ha fatto scattare l’equazione “virus uguale morte”, e senza vaccini è scattata la paura collettiva che sta uccidendo l’economia italiana colpendo le piccole e medie imprese e l’indotto turistico. Bloccate immediatamente le gite scolastiche e tutte le manifestazioni di richiamo. Già crollate le prenotazioni per Pasqua ed è seriamente a rischio la stagione estiva. Il mondo ci vede come appestati e l’immagine che ci si è fatti dell’Italia è quella di un paese fuori controllo sanitario, quando invece è dotato di un servizio sanitario di prim’ordine”.

Le prime disdette. “Napoli ha già perso 15mila visitatori, nonostante l’assenza di casi di contagio, e si prevede una perdita del 30% per Pasqua; Venezia perde il 40% e disdette di massa si stanno registrando nella Riviera romagnola. Nel Lazio c’è stato un crollo delle prenotazioni del 60-70% relative anche ai mesi dopo la Pasqua. Non va meglio a Milano e Torino. Analoga problematica rischia di interessare anche un’altra importante realtà del turismo come la Sicilia. L’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani registra disdette dei turisti stranieri per i mesi di aprile, con le feste pasquali, e maggio. L’Italia, che aveva guadagnato turisti stranieri anche perché considerata immune dal terrorismo internazionale, ora li perde perché è considerato un paese infetto”.

Quando arriveranno i vaccini. “Un tessuto economico è avviato alla necrosi, e fatichiamo a capirlo. Quando spunteranno i vaccini ci ritroveremo con presenze turistiche in netta riduzione dopo la crescita degli ultimi anni, con altre aziende chiuse, cassa integrazione su tutto il territorio nazionale e altri disoccupati. Senza contare i giorni di scuola persi dai ragazzi. Il Pil italiano pagherà un conto salatissimo e l’Italia si ritroverà nuovamente in pesante recessione, mentre a passere all’incasso saranno solo le case farmaceutiche”.

Unità mentale delle folle. “Gustave Le Bon, nella “Psicologia delle folle” del 1895, ci insegnava la legge dell’unità mentale delle folle, un comportamento collettivo uniforme che nasce da particolari circostanze capaci di modificare radicalmente l’individuo a livello psicologico e di ridurgli le capacità cognitive. Spinto dalla folla, ognuno smette di ragionare con la propria testa e compie azioni che non compirebbe mai se non lo facessero anche gli altri. La collettività diventa così una folla psicologica. La verità è che la suggestione collettiva si trasmette da un individuo all’altro “per contagio”, esattamente come avviene per le malattie infettive. Questa sta tramortendo l’economia globale e rischia di mandare in coma quella italiana”.

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