Nicola Salerno

Taormina. “Questo periodo dovrebbe essere destinato alla programmazione ed alle quotazioni per il 2021, invece stiamo trascorrendo molto tempo nel tranquillizzare i nostri partner esteri, che ci chiedono chiarimenti sulla situazione del Coronavirus”. Il monito arriva da Nicola Salerno, General manager di Egmont Viaggi ed esperto di turismo, che analizza per BlogTaormina gli aspetti riguardanti il turismo e l’economia e gli effetti che sta determinando il Coronavirus.

Divieti globali. “Il 25 febbraio – spiega Salerno – leggiamo che la Bulgarian Air, ha sospeso tutti i suoi voli da e per Milano fino al 27 marzo. Il Kuwait ha sospeso tutti i voli da e per l’Italia. La Giordania ha deciso il divieto di ingresso nel Paese ai viaggiatori provenienti dall’Italia. Le Seychelles chiudono le frontiere agli italiani. I controllori dei treni francesi sulla linea Parigi-Milano scenderanno dai convogli al confine a partire da oggi. Il Regno Unito impone “l’auto-isolamento” per 14 giorni a scopo precauzionale per tutti coloro che provengono dal Nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini)”.

I cinesi d’Europa. “Tutto questo si sarebbe potuto evitare se solo gli attori preposti avessero agito con un po’ di buon senso. In uno stato che fa parte del G7 non si possono vedere scene di razzie nei supermercati, come se non ci fosse un domani, file nelle farmacie per l’acquisto delle mascherine, quando è stato comunicato che se state bene sono inutili, migliaia di tamponi per tranquillizzarci che non abbiamo febbre e stiamo bene. Ore di trasmissioni televisive e quintali di inchiostro per essere informati su ogni singolo contagio, un popolo di tuttologi, commentiamo criticando l’operato del premier, mentre non distinguiamo una congiunzione, il verbo essere ed il verbo avere. Con il nostro comportamento abbiamo allarmato tutte le Nazioni, dandoci la zappa sui piedi. Siamo diventati noi i cinesi dell’Europa e le conseguenze economiche saranno molto gravi. Una spregevole speculazione politico-mediatica che ha mostrato il peggio di noi stessi all’Europa ed al mondo”.

L’effetto “sconsiglio”. “Adesso cerchiamo di mettere una toppa che come al solito in questi casi, sarà peggio del buco, vorremmo coordinare i partner europei, quando già per molti Paesi siamo considerati alla stregua degli untori da mettere in quarantena. L’unica cosa da fare è lasciare scemare al più presto, questo clamore mediatico come hanno fatto gli altri Paesi europei e rientrare alla vita quotidiana. Per noi che viviamo di turismo tutto questo chiacchiericcio crea alle nostre aziende danni enormi. Quando uno Stato, vedi Usa, mette lo sconsiglio di visitare il nostro Paese, significa che il cliente ha tutto il diritto di annullare la prenotazione ed avere il rimborso. E chi dovrebbe pagare i servizi prenotati. Ho contatti con molti colleghi che mi dicono di essere preoccupati in quanto temono cancellazioni di gruppi leasure, di incentive anche di una certa importanza economica, e di gite scolastiche annullate, anche in questo caso a chi toccherà pagare le prenotazioni effettuate”.

Le conseguenze. “Questo sta causando ritardi nelle aperture degli alberghi ed a cascata ritardi nelle assunzioni. I lavoratori del turismo già soffrono dei mesi di inattività che si trasformano in periodi senza stipendio e senza sostegni sociali. Le nostre associazioni di categoria stanno chiedendo al governo di intervenire ed aiutare economicamente le aziende, ma viste le condizioni in cui versa lo Stato italiano, ho poche speranze. Nessuna censura, bisogna fare un’informazione corretta sull’andamento del contagio sul territorio italiano, sulle misure adottate e sui risultati in termini di contenimento del Coronavirus. Dai dati dei contagiati e dal numero delle vittime in rapporto alla popolazione ci siamo lasciati prendere dal panico”.

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