l'ex piscina comunale (foto Giovanni Zingali Martorana)

Taormina. Degrado e abbandono all’ex piscina comunale di contrada Bongiovanni. Si fa sempre più critica la situazione dell’immobile sprofondato nel più assoluto oblio da ormai 3 anni, quando nel marzo 2017 si concluse il rapporto contrattuale tra l’allora ente gestore Cvsm e il Comune di Taormina. La struttura è diventata terra di nessuno, persino accessibile ad estranei. Eloquenti ed impietose sullo stato delle cose, a tal proposito, sono le immagini postate sui social dal taorminese Giovanni Zingali Martorana.

Impianto nel baratro. L’impianto natatorio, o quello che a questo punto ne rimane, è all’interno di un terreno che in alcuni casi non viene nemmeno chiuso e delimitato dal cancello soprastante, perché accanto alla piscina c’è l’elipista realizzata per il G7 2017, che ancora oggi viene utilizzata per le emergenze sanitarie. Così, per consentire il transito alle ambulanze, il cancello rimane aperto. Le porte di accesso all’impianto sono danneggiate, con le vetrate in parte divelte, le vasche dove un tempo si svolgevano le attività di nuoto sono mestamente vuote e rappresentano il simbolo di una struttura che ha smesso di vivere.

Come il Capalc. Il timore è che la piscina si stia avviando a diventare una cattedrale nel deserto, come da 30 anni a questa parte è il Capalc, l’ex scuola convitto albergo che doveva essere un gioiello del patrimonio taorminese ed è diventato invece un simbolo di imbarazzo e del fallimento trentennale della politica locale. La speranza è che il 2020 da poco iniziato sia l’anno della svolta, ma si teme concretamente che possa diventare quello del definitivo sprofondamento nell’incuria più irreversibile. D’altronde, stando ad alcune stime non ufficiali già ad oggi servirebbe almeno Un milione di euro per rifunzionalizzare l’impianto e nessuno sa come potrebbe avvenire ciò, e più il tempo passa e più si aggravano i danni dell’edificio. Si attende che venga effettuato un sopralluogo per accertare lo stato dei luoghi e, oltretutto, la vecchia destinazione d’uso non sembra rientrare nei piani dei vertici di Palazzo dei Giurati.

Le prospettive. “La vecchia tipologia di utilizzo dell’impianto non reggerebbe più, serve una soluzione differente e al passo con i tempi”, ha evidenziato il sindaco Mario Bolognari. E’ chiaro che non ci sono le condizioni per riattivare quella struttura destinandola di nuovo a piscina, e sarebbe una scommessa persa in partenza. Bisognerà capire se ci saranno opportunità di finanziamento ma c’è da decidere, in particolare, quale possa poi essere la destinazione d’uso più idonea. Costi e investimenti da affrontare con la vecchia tipologia d’uso, quella cioè della piscina, sarebbero troppo onerosi a detta dei vertici di Palazzo dei Giurati e si ritiene che Taormina non possa più sostenere quella destinazione. Potrebbe, quindi, farsi strada l’ipotesi di convertire l’edificio a palestra (per attività come basket e volley). In ogni caso, il tetto andrà rifatto e si dovrà fare in fretta per scongiurare anche il rischio di crolli, visto che il maltempo, ed il vento in primis, ha già fatto più volte seri danni.

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