Campo da golf
i lavori del golf prima dell'alluvione del 2011

Taormina. La Guardia di Finanza di Catania ha arrestato quattro persone per l’insolvenza della Tecnis spa, impresa dichiarata nel giugno 2017. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni per un valore di 94 milioni. Tra le operazioni commerciali finite nel mirino dell’inchiesta della GdF anche la presa in carico della realizzazione del complesso ricettivo con annesso campo da golf di contrada Vareggio a Taormina (nonchè del golf a Carlentini), opere che sarebbero state finanziate con flussi distratti e con 19 milioni di euro stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico quale “incentivo alle aree depresse”.

Le accuse. Dalle indagini degli uomini della Guardia di finanza di Catania e del Nucleo di polizia valutaria, la governance precedente di Tecnis Spa avrebbe messo in atto “ripetute condotte illecite” nella gestione dell’azienda. Nel proprio sito la società si definisce una “delle realtà più significative nel panorama italiano delle imprese di costruzioni generali, di ingegneria e general contracting, attiva nel settore della realizzazione di grandi opere infrastrutturali”: opere portuali e idrauliche, grande viabilità su gomma e ferro, sistemazioni idrogeologiche, primari interventi di urbanizzazione, edilizia civile, presidi ospedalieri d’interesse nazionale, restauro conservativo di importanti strutture edilizie vincolate dalle Sovrintendenze statali. L’accusa nei confronti dei quattro destinatari della misura cautelare è, in concorso, di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Addio golf? Il sequestro dell’area di Vareggio diventa, di riflesso, un duro colpo (forse mortale) all’aspettativa di una svolta con il riavvio del cantiere per il golf a Trappitello, dove a seguito dell’alluvione del 9 novembre 2011 i lavori si sono fermati e ancora adesso si era in attesa di capire se le opere sarebbero potute ripartire. La Tecnis era l’impresa a suo tempo incaricata dalla proprietà dell’area di realizzare questi lavori, così come era stata incaricata di realizzare la ristrutturazione del porto a Giardini Naxos. All’impresa catanese è poi subentrata lo scorso anno una società di Avellino che ha rilevato l’ormai ex colosso catanese.

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