ancora morosità a Taormina

Taormina. Rimane d’attualità la “caccia” ai morosi a Taormina dove Riscossione Sicilia continua a depositare a Palazzo dei Giurati avvisi di irreperibilità assoluta da parte di alcune società del territorio e dunque di operatori economici che non risultano in linea con i dovuti pagamenti dei tributi. L’agente della riscossione per la provincia di Messina nell’intero 2019 aveva dovuto effettuare presso gli uffici comunali di Palazzo dei Giurati ben 31 avvisi di deposito per irreperibilità, riguardanti utenze che non risultano in regola con i pagamenti. In questo primo bimestre la situazione non è cambiata e il trend è esattamente il medesimo dell’anno precedente, visto che si sono già verificati quattro depositi di vari avvisi da parte dell’ex Serit concernenti 13 società di Taormina per le quali è stata constatata una condizione di “irreperibilità assoluta”, e quindi “l’impossibilità ad effettuare la notifica degli atti di competenza ai destinatari”.

I “furbetti” dei tributi locali. C’è di tutto, visto che si tratta sia attività che operano nel settore del commercio ma anche privati impegnati nel turismo ed anche nell’artigianato. La questione riguarda alcuni operatori economici della città ma l’attenzione è puntata anche sulle utenze domestiche. Non a caso, d’altronde, l’assessore alle Politiche Finanziarie, Alfredo Ferraro, di recente ha evidenziato che a fronte di 17 milioni introitati dal Comune di Taormina per il pagamento tributi da parte di tutte le utenze, ne sono rimasti sin qui “nelle tasche dei contribuenti” ancora circa 12 milioni.

Recupero coattivo. Dovrebbe esserci, insomma, il pagamento di tributi per un gettito complessivo di 30 milioni ma ci si ferma a 17 milioni. Il tentativo in atto da parte del Comune è quello di cominciare a far rientrare quanto dovuto all’ente locale su Imu, Tasi, Tari, pubblicità, pubbliche affissioni e servizi idrico. La casa municipale ha deciso di esternalizzare il servizio di riscossione coattiva, e sta procedendo con i relativi adempimenti, mentre viene escluso l’eventuale ricorso all’attivazione delle cosiddette “ganasce fiscali”, che secondo l’assessore Ferraro non inciderebbero in termini significativi per consentire il problema delle morosità.

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