il consigliere Antonio D'Aveni

Taormina. Rimangono accesi i toni su Asm e non si placa lo scontro politico tra l’Amministrazione e sull’opposizione sull’attuale reggenza della municipalizzata. In una nota l’ex presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni replica così alle parole del sindaco.

Soloni e alleati. “Con le dichiarazioni fatte nella nota a difesa del liquidatore, e dunque con le affermazioni in cui contesta i cosiddetti “soloni” – afferma D’Aveni -, il sindaco ha rinnegato in pratica coloro i quali, “saltando” dall’uscente Amministrazione Giardina alla maggioranza attuale, hanno scelto di sostenere la sua candidatura e ne hanno consentito l’elezione a sindaco. Nell’odierna compagine di governo voglio ricordare che figura l’ex vicesindaco Mario D’Agostino, che nella Giunta Giardina fu per due anni assessore alle Partecipate, e che oggi ha espresso l’indicazione alla presidenza del Consiglio della moglie Lucia Gaberscek. Così il sindaco critica, inoltre, Bruno De Vita, che anche lui ha sostenuto questa Amministrazione, e anche l’ex assessore Antonio Lo Monaco. Inoltre, il consigliere di maggioranza Salvo Abbate fu il primo firmatario della nomina di Pappalardo in Asm, così come l’attuale presidente della Prima Commissione, Salvo Brocato, è stato il presidente della stessa commissione dal 2013 al 2018. Quindi il sindaco attacca noi ma in realtà rinnega i suoi alleati.

Ritorno al passato. “Più volte si è detto e chiarito in Consiglio che i bilanci Asm non potevano essere approvati e Asm è stata messa in liquidazione perché era in gravi difficoltà per effetto di problematiche che partono dalle passate gestioni e anche dalle legislature delle prime due Amministrazioni Bolognari. La verità è che Asm è un’azienda con la quale per molto tempo a Taormina è stata fatta politica e ora temiamo si stia tornando di nuovo a quelle stagioni. Così vengono nominati soggetti e professionisti di area politica, in questo caso del Partito Democratico. Per il resto, le dichiarazioni del liquidatore Fiumefreddo non possono essere condivise e non ci rassicurano, tanto più perché sono il frutto di ragionamenti fatti con una sola parte parte politica. All’Asm, sia chiaro una volta per tutte, non possono esistere “padroni del vapore” e questo vale per il sindaco e per il liquidatore e per chiunque”.

Legalità all’Asm. “Il sindaco parla con insistenza di legalità – conclude D’Aveni -, ne fa un vessillo di questa Amministrazione e asserisce che in Asm “non c’era la tenuta della contabilità”, chiamando così in causa la precedente gestione dell’ex liquidatore Pappalardo. Ma se il sindaco è a conoscenza di eventuali atti illegittimi proceda nelle sedi opportune e vada a denunciare i fatti. L’ex liquidatore Pappalardo non è più all’Asm ma è un dipendente del Comune e svolge il ruolo di Comandante di Polizia municipale. Siamo, insomma, di fronte a comportamenti da parte del primo cittadino che – politicamente parlando – denotano una sorta di “bipolarità”: dice e fa tutto il contrario di tutto. Sull’Asm riteniamo che ci siano molti aspetti da discutere e da chiarire”.

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