il parcheggio Lumbi di Taormina

Taormina. Il liquidatore di Asm Taormina, Antonio Fiumefreddo, ad integrazione dell’incarico conferito il 24 gennaio scorso all’avvocato Vincenza Bonaviri, ha affidato con determina adesso del 14 febbraio allo stesso legale “l’aspetto legale relativo al contenzioso fiscale riguardante Asm in collaborazione con il consulente contabile fiscale dell’azienda”.

Incarico e integrazione. All’avvocato Bonaviri, legale esperto in diritto societario, Fiumefreddo nella prima determina ha dato “incarico per definire le modalità e i tempi e quindi curare il processo di uscita dallo stato di liquidazione per ciò che riguarda l’aspetto giuridico”. Nella determina n.16 del 24/01/20 si evidenziava che la professionista “su richiesta di Asm ha presentato una proposta di parcella, assunta al protocollo dell’azienda il 10 gennaio scorso, per l’importo di 18 mila e 436 euro”. Una richiesta, quindi, accolta dal liquidatore, che ha ritenuto opportuno – come detto sopra – “per lo stesso importo”, “integrare tale incarico affidando all’avv. Bonaviri anche la parte di tutti il contenzioso fiscale riguardante Asm, in collaborazione con il contabile fiscale di Asm”.

Al fianco di Spicuzza. Bonaviri affiancherà così Enrico Spicuzza, (presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Messina), consulente fiscale e contabile di Asm che era stato già incaricato a sua volta in Asm nella precedente gestione dell’allora liquidatore Agostino Pappalardo.

Il braccio di ferro Mps-Riscossione. L’avvocato Bonaviri, ricordiamo, è una professionista che vanta un curriculum di rilievo e tra i suoi molteplici impegni legali in questi anni ha seguito diversi contenziosi a difesa di Riscossione Sicilia Spa. Negli anni scorsi, tra l’altro, quando l’attuale liquidatore di Asm, Fiumefreddo, era amministratore unico di Riscossione Sicilia Spa, l’avv. Bonaviri si occupò nel 2016 dell’atto di citazione intrapreso da Riscossione Sicilia presso la sezione imprese del Tribunale di Palermo con il quale la partecipata della Regione Siciliana chiese allora i danni al Monte dei Paschi di Siena. Un braccio di ferro, in quel caso, da 106.811.898 euro, con una citazione promossa da Riscossione verso Mps per chiedere i danni in oggetto alla cessione, avvenuta nel 2006, della quota detenuta dalla banca nell’allora Montepaschi Serit. Nell’occasione vennero contestate delle presunte ipotesi di reato consistenti in “asserite sopravvenienze passive di Monte Paschi Serit Spa/Serit Sicilia Spa”.

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