Comune di Giardini Naxos
Palazzo dei Naxioti, sede del Comune di Giardini Naxos

Giardini Naxos. “Si dispone la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per 6 mesi”. Così l’Ufficio Procedimenti Disciplinari del Comune di Giardini si è pronunciato sul caso di Giovanna Guerrieri, dipendente del Comune accusata di “doppio lavoro”. La signora Giovanna, impiegata dell’ente locale da 15 anni, lavora al cimitero comunale da 8 anni ed è stata ora sanzionata dopo aver dato disponibilità a lavorare di più, per bisogno e per poter pagare l’affitto di casa e le bollette.

La questione contrattuale. Dipendente a tempo parziale e indeterminato per 18 ore settimanali del Comune, operante presso il cimitero comunale il secondo impiego la signora lo svolgeva sempre al cimitero, con un contratto dal 15 ottobre 2018 al 14 ottobre scorso, alle dipendenze della ditta che ha in gestione il cimitero dal 2018, come coadiutore amministrativo per 20 ore settimanali.

La sanzione. Alla donna è stata contestata la “violazione delle nome in materia di incompatibilità”, la “gravità dell’illecito disciplinare, la durata prolungata dello stesso, l’intenzionalità nel commetterlo essendo a conoscenza del divieto, nonché le conseguenze dello stesso”. La durata della sospensione è stata stabilita in questi termini “considerato – secondo la commissione – che l’esercizio dell’attività extra-istituzionale non autorizzata e in conflitto di interesse si è prolungato per un periodo ben superiore a 6 mesi”.

La reazione. Incredulità, amarezza e disperazione nella reazione della signora Guerrieri: “Non so come descrivere l’ingiustizia che sto subendo. Non c’è mai stata nessuna scorrettezza da parte mia e non ho arrecato alcun pregiudizio al Comune né al servizio. Soprattutto non mi sono mai nascosta e se posso aver sbagliato ho sempre fatto tutto alla luce del sole. La mia colpa è quella di aver lavorato qualche ora in più nello stesso luogo del mio impiego per il Comune, per poter pagare l’affitto di casa e le bollette. Chiunque poteva vedermi, all’improvviso è scattato questo procedimento. Speravamo si sarebbe chiarito tutto. Pago 450 euro per continuare ad avere una casa e a stento copro questa spesa con lo stipendio del Comune: ora vengo colpita così, sospesa e privata del mio stipendio, lasciata senza un euro. Come farò a vivere? Finirò in mezzo ad una strada, sono disperata. Quando sei una persona onesta e corretta, come io mi reputo di essere sempre stata, e ti giudicano invece in questo modo, ti crolla il mondo addosso. Quest’ingiustizia mi toglie la voglia di vivere e mi fa pensare ad un gesto eclatante. Ho la coscienza pulita e non merito tutto questo”. 

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