Bruno De Vita
Bruno De Vita, leader di Taormina Futura

Taormina. Si fa sempre più serrato il dibattito politico sulla situazione di Asm e in tema interviene il gruppo “Taormina Futura”, con una nota del suo leader Bruno De Vita.

Dubbi sull’obiettivo. “A settembre dello scorso anno – si legge nella nota -, dopo aver atteso ben 15 mesi che L’Amministrazione Comunale di Taormina indicasse un percorso di fuoriuscita dalla liquidazione di ASM, pur manifestando forti dubbi sul raggiungimento di tale obiettivo, avevamo deciso di “sospendere il giudizio”, alla luce delle autorevoli nomine del liquidatore e del Consulente Finanziario: Antonio Fiumefreddo ed Enrico Spicuzza infatti sono due professionisti di indubbia competenza e, ci auguravamo, potessero risollevare le sorti della locale Azienda Servizi Municipalizzata”.

La conferma. “I fatti purtroppo stanno confermando i nostri dubbi, perché il nodo non riguarda solo l’azione del liquidatore, anzi, tale elemento incide solo parzialmente: quello che manca è la capacità (o la volontà) di fare delle scelte “forti” e così, a metà del percorso del liquidatore, gli amministratori di questa città sono ancora impegnati a parlare di ipotesi gestionali, di impossibilità di approvare i bilanci pregressi, di “Quadratura del rapporto Dare-Avere” tra l’Azienda ed il Comune ed altro ancora, mentre invece il “tempo delle parole”doveva già essere concluso da tempo ed ora si sarebbero dovuti predisporre ed adottare gli atti consequenziali”.

Ipotesi inascoltate. “Che si stesse imboccando la stessa strada “sbagliata” già percorsa dai predecessori era apparso evidente alla luce del fatto che i consiglieri comunali della maggioranza si erano arroccati sulla sterile difesa dell’atto proposto, senza voler cogliere le migliorie ed i suggerimenti proposti: “una strada che non definisce tempi, adempimenti e relative sanzioni,non può condurre ad una celere chiusura del percorso di liquidazione dell’ASM – avevamo preannunciato in quella sede – ma non vi è stata neanche la possibilità di confrontarsi e così le nostre proposte: avevamo proposto di stabilire una “parte fissa ed una variabile legata al raggiungimento dell’obiettivo” per il compenso del professionista e la previsione in virtù della quale, “scaduto il termine predetto (8 mesi), il professionista incaricato decade automaticamente dall’incarico, salvo motivata proroga votata dal Consiglio Comunale, per una sola volta e per un periodo massimo di mesi 4”, ma tali ipotesi sono rimaste inascoltate, lasciando così la porta aperta per proseguire una politica gestionale senza tener conto dei limiti imposti dalla legge e degli indirizzi votati dal Consiglio Comunale negli anni precedenti”.

L’analisi politica. “Tutti, a parole, vogliamo l’immediato avvio di una gestione di rilancio e sviluppo, nell’ottica di rafforzamento del ruolo di “multiservizi” su base comprensoriale, ma, per raggiugere tale obiettivo, occorre prima chiudere questa fase e, nel dettaglio: Verificare gli andamenti gestionali e contabili di ogni singolo servizio in atto gestito da ASM e predisporre una conseguente e dettagliata relazione da sottoporre al Consiglio Comunale, affinché l’organo assembleare possa deliberare la chiusura del percorso di liquidazione dell’Azienda ed il rilancio della stessa sulla base di un progetto predisposto dal liquidatore, prevedendo e condividendo un accordo transattivo con il Comune, senza perder tempo con altri incarichi e affidamenti vari. Questo andava fatto 15 mesi fa per garantire la celere chiusura dell’attuale fase di liquidazione ed invece … si continua con gli incarichi: un avvocato giuslavorista per un anno con un compenso di € 21.886,80 +IVA e CPA (Determina 19/2020) ed un altro avvocato esperto in diritto societario, sempre per un anno pagato € 18.436,80 (Determina 16/2020), con la grave anomalia di una scadenza temporale superiore alla “prevista” permanenza del Liquidatore, violando quel criterio di sana amministrazione in virtù del quale, per gli incarichi fiduciari di tale natura, la scadenza deve coincidere e comunque non può superare il mandato di chi nomina. Criterio non considerato neanche con la determina 4/2020 con la quale vengono richieste, sempre per un periodo di un anno, 5 unità nel settore amministrativo e contabile. O forse la politica (con la p minuscola) ha già deciso di non decidere e lasciare tutto inalterato, continuando solo a parlare e fare proclami”.

Debolezza smascherata. “Dato che l’Amministrazione Comunale non ha voluto o potuto porre fine a questa liquidazione, smascherando, dopo oltre un anno, la propria debolezza, riteniamo opportuno, anzi, necessario, portare il confronto fuori dalle mura del Municipio, direttamente con i cittadini e gli attori della gestione dell’Azienda, avviando con tali soggetti un confronto sui social network, seguendo “da vicino” ogni passo o passaggio e concludendo tale percorso con la organizzazione di un incontro pubblico”.

Tutto fermo. “Sono passati esattamente 3.063 giorni ed ancora tutto è fermo “alle ipotesi ed alle parole”niente fatti, niente atti, nessuna scelta chiara. Per questo e per non dare alibi a chi, in questi anni, non ha voluto o saputo affrontare un argomento “centrale” per il rilancio della città, noi stiamo organizzando questo incontro operativo, mettendo attorno ad un tavolo tutti gli attori della vicenda, con l’impegno di alzarci da quel tavolo solo dopo aver individuato la scelta da fare: noi, proprio per dare concretezza all’incontro, porteremo al confronto una nostra proposta, ma la decisione scaturirà dal confronto e su tale decisione ci sentiremo tutti impegnati per predisporre, nel giro di poche settimane, i relativi atti amministrativi”.

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