il sindaco Mario Bolognari

Taormina. “La decisione del Tribunale di Messina che ha detto no al ricorso di Impregilo per la correzione del lodo è certamente un’altra buona notizia per il Comune di Taormina. Siamo di fronte ad una vicenda che si trascina stancamente ormai da tanti anni e che siamo fiduciosi si stia avviando verso un momento definitivo di chiarezza con l’affermazione delle legittime ragioni del nostro Comune”. Lo afferma il sindaco Mario Bolognari che così commenta la decisione del tribunale di respingere l’istanza con la quale Impregilo (ex Imprepar-Impregilo, oggi Salini Impregilo) aveva tentato l’ennesima contromossa giudiziaria nei confronti della casa municipale taorminese.

Contromossa fallita. Impregilo aveva inteso procedere in oggetto all’atto depositato presso la cancelleria della Pretura di Messina il 16 aprile 1998, chiedendo che si provvedesse ad una correzione “per errore materiale”, e richiedendo quindi che nell’ambito del processo civile, venissero rettificate delle presunte sviste su sentenze già pronunciate, in ordine di calcoli inerenti al contenzioso. E’ un cavillo che – se fosse stata accolta l’istanza di Impregilo -, avrebbe potuto rimettere in discussione i vari pronunciamenti che sin qui ci sono stati, e nello specifico quelli favorevoli al Comune di Taormina.

Verso la sfida finale. “La cosa più importante è che il Comune di Taormina si potrà presentare nuovamente in Cassazione in condizioni ideali, nella medesima situazione del 2010 quando la Corte Suprema diede ragione al Comune. Questo ci dà fiducia e ci consentirà di preparare l’appuntamento a Roma nel miglior modo possibile”, evidenzia Bolognari. A questo punto si va verso quello che potrebbe essere l’atto finale dello vicenda, la madre di tutte le battaglie tra Impregilo e Taormina, all’incombente crepuscolo di una contesa ormai ultraventennale. In ogni caso si dovrà prima attendere che venga fissata l’udienza.

Il primo scontro romano. Presso la Corte Suprema le parti si sono date battaglia dieci anni fa, quando Impregilo giunse all’appuntamento a Roma dopo aver vinto in primo e secondo grado di giudizio. In quel caso sembrava scritta la sconfitta definitiva del Comune e il fallimento dell’ente locale, che avrebbe obbligato Taormina al “sanguinoso” pagamento di un decreto ingiuntivo da 23 milioni che sarebbe arrivato a 40 mln calcolando anche interessi e rivalutazioni ma a sorpresa si registrò un ribaltamento in extremis della situazione, con la Cassazione che non decise di respingere la richiesta di esecuzione definitiva delle somme per Impregilo e dispose venisse istruito un nuovo processo in Corte di Appello. E nel 2019 il Tribunale di Messina ha dato ragione al Comune di Taormina.

© Riproduzione Riservata

Commenti