il consigliere comunale Antonio D'Aveni

Taormina. L’opposizione critica a ranghi compatti l’attuale gestione di Asm Taormina e contesta la decisione della maggioranza di escludere la minoranza dal vertice di mercoledì scorso a Palazzo dei Giurati.

Senza distinzioni. “Andava fatto un incontro con tutti i consiglieri, senza separare le due parti dell’assemblea come se l’unica parte politica che conta e a cui rendere conto è quella della maggioranza – afferma il consigliere Antonio D’Aveni -. E’ evidente che così non va bene. Prendiamo atto che c’è una parte di Consiglio comunale di Serie A e una di Serie B”.

Solo una pacca sulla spalla. “Più volte la minoranza e il sottoscritto hanno espresso la volontà di collaborare con il liquidatore. L’ho dichiarato e mi ero anche recato in azienda. Ma tranne qualche pacca sulla spalla, il liquidatore va per la sua strada, considerandosi uomo di maggioranza. Anziché verificare, al suo insediamento, la legittimità di alcuni incarichi dati da altre passate gestioni in Asm, di cui abbiamo segnalato ad Anac eventuali irregolarità, il liquidatore ne sta conferendo altri, a soggetti sicuramente validi ma con dei costi non indifferenti per Asm e per i cittadini”.

Asm è della città. Poi l’affondo finale di D’Aveni: “Il termine utilizzato dal sindaco, quando disse che Asm era un “cancro”, ora forse non vale più. Asm – politicamente parlando – è diventato un luna park della maggioranza. Chiederemo spiegazioni su alcuni incarichi, conferiti a dei legali, di cui uno per 1 anno e cioè per un arco di tempo che va oltre il periodo di durata del mandato (di 8 mesi) conferito dal Consiglio comunale a Fiumefreddo. Ma l’Asm non è della maggioranza, né del sindaco, né del liquidatore o del Consiglio: appartiene alla città”.

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