la Giunta formalizza uno sfratto per morosità

Taormina. La Giunta di Taormina ha deliberato l’avvio del procedimento di sfratto per morosità innanzi al Tribunale di Messina nei confronti di una società che aveva rilevato nel 2016 in affitto la gestione di un immobile comunale sito in Corso Umberto ed adibito quindi a bar nel salotto della città.

Il bando delle polemiche. La società ora in liquidazione è conduttrice di un immobile di proprietà dell’ente, sito sotto i portici di Palazzo dei Giurati, locato a seguito di contratto che venne sottoscritto il 27 settembre 2016 per effetto di apposito bando di gara indetto dalla passata Amministrazione comunale. Quel bando, per altro, scatenò non poche polemiche in città per le cifre imposte, ritenute da più parti eccessive e rivelatesi poi praticamente insostenibili da poter pagare, una sfida tutta in salita già in partenza per i gestori adesso sfrattati (come quasi certamente sarebbe stato altrettanto improba per chiunque), nonostante peraltro si trattasse di una nota ed apprezzata società della ristorazione messinese che aveva puntato su un servizio di qualità. I locali a suo tempo sono stati posti sul mercato per una locazione nell’aprile 2015 ad un canone a base d’asta di 106 mila euro. Una questione che ancora adesso fa discutere e ha spinto di recente l’Associazione Imprenditori a protestare per “l’effetto domino” di una valutazione onerosa che avrebbe poi incoraggiato il caro affitti sul Corso Umberto anche da parte dei privati, che avrebbero aumentato a loro volta i prezzi anche sulla base di quanto decise allora il Comune di Taormina.

Canoni non corrisposto. “La società ora oggetto di sfratto – afferma l’assessore al Contenzioso, l’avvocato Graziella Longo – è stata messa in mora da questo Comune con atto del 20 gennaio scorso perché a seguito di accertamenti eseguiti la società in liquidazione risultava essere morosa nei confronti del Comune di Taormina. Il 28 gennaio scorso il responsabile dell’Area Urbanistica e Lavori pubblici, ing. Massimo Puglisi, ha comunicato al responsabile dell’Area Amministrativa di procedere a conferire incarico legale per il recupero dei canoni scaduti e non corrisposti e la rescissione del contratto di locazione, nonché al sequestro conservativo di tutti i beni mobili presenti nel locale a garanzia di quanto dovuto”. La Giunta ha inteso, dunque, procedere allo sfratto per morosità innanzi al Tribunale di Messina, incaricando un legale di fiducia con impegno di 3 mila 195 euro per gli adempimenti gestionali di competenza.

Spiccioli per il patrimonio. Il Comune di Taormina, stando alle stime più recenti, ha 58 immobili disponibili alla valorizzazione o eventuale alienazione ma dai suoi beni riceve “spiccioli” o forse è meglio dire nemmeno quelli. E’ l’impietoso dato emerso dalla situazione attuale accertata al patrimonio di Palazzo dei Giurati. Per questo l’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro, a margine della recente approvazione in Consiglio comunale del Piano di Alienazione dei beni comunali, ha evidenziato la necessità di rivedere in particolare la politica degli affitti, cercando delle soluzioni in grado di incentivare le entrate per l’ente locale. Ad oggi il Comune ha pochi immobili locati, da questi edifici riceve cifre che non portano significativi introiti e in qualche caso si registrano pure delle morosità per locali affittati a cifre di partenza eccessive, come in questo caso. Ma ci sono anche casi di beni ipervalutati che, poi, nei fatti, non producono nulla o quasi.

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