i controlli sul Coronavirus

No alla psicosi e no all’allarmismo, state calmi e continuate a condurre la vostra vita regolarmente, in Sicilia al momento non c’è stato nessun caso di Coronavirus. Fatta questa doverosa premessa a lettere cubitali, a suon di notizie contrastanti continuano ad arrivare aggiornamenti sulla drammatica emergenza internazionale del Coronavirus e alcune notizie di queste ore stanno riguardando da vicino anche il territorio siciliano. Per ora la situazione rimane sotto controllo ma la paura cresce ed è innegabile che qualche apprensione tra la gente ci sia.

Il caso Diamond Princess. Ci sono anche cinque siciliani, tutti originari di Pozzallo (Ragusa), a bordo della nave da crociera Diamond Princess bloccata in quarantena al porto di Yokohama, in Giappone, per il Coronavirus. Si tratta di tre ufficiali di macchina che fanno parte dell’equipaggio e di due mogli che viaggiano assieme ai propri familiari. Tutti sono in buone condizioni di salute, anche se comprensibilmente preoccupati. Complessivamente sono 35 le persone di nazionalità italiana a bordo della nave; c’è stretto riserbo sull’identità delle cinque persone originarie di Pozzallo.

Test per escludere contagi. La nave da crociera ferma nella baia di Yokohama ospita a bordo 3.711 persone, 2.666 sono passeggeri metà dei quali giapponesi e 1.045 sono membri di equipaggio. Per loro l’isolamento è stato deciso lo scorso 4 febbraio dopo che un passeggero di 80 anni, sbarcato il 25 gennaio scorso ad Hong Kong, è risultato positivo al coronavirus. Ad oggi sulla Diamond Princess sono 136 le persone risultate positive al nuovo virus. Per i passeggeri e per i membri dell’equipaggio tre test al giorno per verificare lo stato di salute e per escludere nuovi contagi.

Nessun caso di Coronavirus a Catania. Intanto un comunicato dell’ospedale Cannizzaro di Catania smentisce casi di Coronavirus al presidio ospedaliero etneo: “Nessun paziente è ricoverato qui per eventuali, anche soltanto riferiti, contatti con altri soggetti in Paesi coinvolti nell’emergenza da Coronavirus. Nessuna quarantena è in atto nell’area di Alto isolamento di malattie infettive”. Salvatore Giuffrida, direttore generale dell’azienda ospedaliera, ha smentito così la notizia che si era diffusa in queste ore sul presunto ricovero di una paziente che sarebbe entrata in contatto con cittadini cinesi con i sintomi da Covid-19. Secondo l’azienda ospedaliera Cannizzaro sarebbe, probabilmente, “un’erronea ricostruzione del recente caso di una donna che, tornata da un viaggio in India, come altre decine di pazienti in queste settimane è stata trattata nell’Unità operativa di Malattie infettive e che, dopo l’esito del prelievo ematico che ha evidenziato una influenza per un ceppo virale del 2009, è stata dimessa a domicilio”.

Auto-isolamento a Palermo. Intanto, sono 28 i cinesi residenti a Palermo che attualmente si trovano in auto-isolamento per 15 giorni, dopo essere tornati a fine gennaio dalla Cina, dove erano andati per il Capodanno. Lo conferma il presidente dell’associazione Cinesi d’Oltremare, Han Guangrong, che ha seguito le indicazione arrivate dall’ambasciata cinese alle comunità nel territorio italiano. “Abbiamo affittato alcuni appartamenti per accogliere i 28 concittadini che in via precauzionale staranno in quarantena per quattordici giorni. Il nostro compito è quello di rifornirli quotidianamente di tutto ciò che serve durante l’isolamento – ha detto il presidente – Facciamo questo con lo scopo di fare prevenzione contro il Coronavirus“.

Flussi cinesi monitorati. Nel quartiere di provenienza della città di Wenzhou, nella parte sud orientale della provincia cinese dello Zhejiang, da dove provengono le persone adesso in quarantena, non ci sono stati casi di contagio. Tuttavia, non appena hanno messo piede a Palermo, tutti dotati di mascherina, l’associazione ha organizzato il trasferimento immediato negli appartamenti, dove stanno trascorrendo la quarantena. Molti di loro, partiti senza famiglia, ora non possono incontrare mogli e figli. “La comunità cinese a Palermo – conclude Guangrong – monitora continuamente il flusso dei concittadini che arrivano in città, per prevenire, informare e tranquillizzare tutti”.

Prove tecniche di vaccino. E’ salito, intanto, ad oltre 1000 il bilancio dei morti per il Coronavirus in Cina, come reso noto dal governo cinese. Proprio in Cina è iniziata la sperimentazione sui topi di un primo possibile vaccino contro il nuovo coronavirus 2019-nCov. Lo riporta l’agenzia cinese Xinuha citando il portale locale yicai.com che riporta varie fonti del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). “Alcuni campioni del possibile vaccino sono stati iniettati ieri a oltre 100 topi”, si legge, ricordando che “i test sugli animali avvengono in una fase molto precoce dello sviluppo di un vaccino e che ancora molti passi dovranno essere fatti prima che sia pronto per la somministrazione agli esseri umani”.

Non solo viaggi in Cina. Intanto, i casi di coronavirus, la cui trasmissione è confermata come avvenuta da persone che non hanno viaggiato di recente in Cina, potrebbero essere “la punta dell’iceberg”: il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha messo in guardia in un tweet che “ci sono stati alcuni casi preoccupanti sulla diffusione del 2019nCoV da persone che non hanno fatto viaggi in Cina“. Ghebreyesus non ha escluso la possibilità che ci possa essere un’accelerazione dell’epidemia che ha infettato più di 40.000 persone. “Il contenimento resta il nostro obiettivo, ma tutti i Paesi devono usare la finestra dell’opportunità creata dalla strategia di contenimento per prepararsi al possibile arrivo del virus”, ha aggiunto ancora. Fuori dalla Cina ci sono state più di 350 infezioni suddivisi in quasi 30 tra Paesi e regioni. Due le vittime, una a Hong Kong e una nelle Filippine.

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