l'equipe guidata dal dott. Giuseppe Calvagna

Taormina. La Cardiologia Interventistica dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina si conferma all’avanguardia nel trattamento delle complicanze e delle malattie più gravi e complesse legate ai dispositivi cardiologici impiantabili. Nel reparto di contrada Sirina, diretto dal dott. Ludovico Vasquez, nelle scorse ore, per la prima volta è stato impiantato il pacemaker più piccolo al mondo “Micra” ad un paziente con Persistenza della Vena Cava Superiore Sinistra (Pvcss) che, precedentemente era stato sottoposto, nella medesima struttura, ad espianto di pacemaker tradizionale a seguito d’infezione Cied.

Anomalia congenita. La persistenza della vena cava superiore di sinistra (PVCSS) è un’anomalia congenita del sistema di ritorno venoso, riscontrata nello 0.5% della popolazione generale e nel 4% dei pazienti con anomalie congenite. È spesso associata a difetti del setto interventricolare o a malformazioni più complesse e sono comuni le aritmie atriali e/o i disturbi nella formazione e conduzione dell’impulso elettrico. Di norma la VCSSP drena il sangue refluo dall’arto superiore sinistro e dalla parte sinistra di testa e collo direttamente nel seno coronarico che si presenta pertanto molto dilatato e, attraverso questo raggiunge l’atrio destro.

Il caso. Il paziente, un uomo di 70 anni di Palermo, affetto da cardiomiopatia dilatativa era giunto all’ospedale di Taormina per sepsi della tasca, contenente il defibrillatore, sita in zona sottoclavicolare destra. L’intervento salvavita è stato eseguito dal dott. Giuseppe Calvagna, uno specialista di alto livello in questo delicato ambito, la cui abilità è ormai nota e ampiamente riconosciuta in ambito nazionale. che è entrato in azione coadiuvato dall’equipe medico-infermieristica presso la sala di Cardiostimolazione della Divisione di Cardiologia dell’ospedale San Vincenzo di Taormina.

La procedura. Calvagna ha inteso procedere all’espianto dell’intero sistema (device + cateteri) attraverso la rimozione Transvenosa manuale mediante utilizzo di dilatatori meccanici di calibro variabile. Nella stessa occasione è stata diagnosticata la Vena Cava Superiore Sinistra Persistente motivo per cui, data l’impossibilità di accedere dai sistemi venosi superiori, si è deciso di procedere con l’impianto ibrido del pacemaker leadless Micra e del defibrillatore sottocutaneo S-ICD.

Pacemaker senza fili. Date le condizioni del paziente, sottoposto ad espianto del sistema di stimolazione tradizionale, dopo aver osservato una terapia antibiotica per 7 giorni si è optato per un intervento ibrido che ha previsto fosse impiantato sia del defibrillatore sottocutaneo, che non necessita dell’utilizzo di cateteri transvenosi, che di un pacemaker senza fili che viene posizionato direttamente all’interno della camera ventricolare destra attraverso un accesso femorale.

Qualità delle cure. La tecnologia d’avanguardia incontra, dunque, l’alta professionalità. “La divisione di Cardiologia del San Vincenzo – spiega il dott. Calvagna -, grazie alla sinergia tra strumentazioni di avanguardia tecnologica ed alta professionalità del personale è considerata un centro di riferimento nazionale per il trattamento delle complicanze dei dispositivi cardiaci impiantabili riuscendo a fornire un’assistenza di altissima qualità ai propri pazienti fronteggiando situazioni difficili con passione, dedizione e umanità. E’ importante puntare sempre più ad una maggiore qualità delle cure. In particolare, al ricorso a tecniche sempre meno invasive e traumatiche, che rappresenta “la medicina del futuro”.

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