l'assessore Marco Falcone con Mario Bolognari e Vincenzo Scibilia

Taormina. La possibile ricollocazione del deposito dello smarino da parte di Rfi a Trappitello, nell’ambito del progetto per il raddoppio ferroviario, accende subito la polemica e l’opposizione si prepara ad una richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale per avere chiarezza sulla questione.

Audizione bis. Potrebbe essere richiesta, in tal senso, una nuova audizione da parte dei tecnici e responsabili di Rfi e Italferr per verificare se vi sia la volontà di individuare nuovamente nel territorio di Taormina, e nello specifico nella frazione di Trappitello, l’area di stoccaggio sulla quale il Civico consesso lo scorso anno ha detto “no” ed al cui proposito venne disposto che tale area venisse allestita in altro territorio, fuori da Taormina. Inizialmente si era prospettata la realizzazione dell’area in zona Vareggio, in un terreno all’interno del quale ricadeva anche il progetto per il campo da golf, ed allora venne esclusa poi questa soluzione, sia per scongiurare il rischio di contaminazione dei vicini pozzi dell’acquedotto di Via Santa Filomena, sia per evitare il rischio di contenziosi con la proprietà del costruendo golf (i cui lavori sono bloccati ormai da diversi anni).

Il giallo del deposito Rfi. Ora, a quanto pare, si riprospetta l’insediamento dell’area di stoccaggio a Trappitello e ci sarebbe un privato disposto a mettere a disposizione un terreno per questa installazione, propedeutica alle opere del raddoppio ferroviario. L’opposizione però ha lanciato, a tal proposito un duro monito: “Hanno già spiegato di cosa si trattava e il Consiglio ha detto no votando a favore della mia proposta a salvaguardia della zona”: una posizione che, dal consigliere Antonio D’Aveni, a Salvo Cilona, Claudio Giardina, Pina Raneri e Alessandra Cullurà, vede insomma, gli esponenti della minoranza pronta a riportare la questione in discussione in aula per ulteriori valutazioni. Al momento non risulterebbero essere pervenute nuove comunicazioni ufficiali al Comune da parte di Rfi ed Italferr, in una fase in cui si sta definendo il progetto del raddoppio a Roma, e la commissione Via-Vas ha anche imposto delle prescrizioni, con la prospettiva tra l’altro di un ritorno in vita della vecchia tratta Alcantara-Randazzo.

Faccia a faccia. Si parla anche di un possibile summit a Palermo tra l’assessore Marco Falcone e gli amministratori della zona ionica, per confrontarsi e fare il punto della situazione, andando a discutere soprattutto il futuro dell’attuale tratta ferroviaria. Non si sa ancora se verrà dismessa del tutto e come verrà riutilizzata. I Comuni di Taormina e di Giardini sarebbero favorevoli ad una metropolitana leggera, ed in particolare Naxos ipotizzerebbe anche un utilizzo parziale ancora per le tratte ferroviarie locali, in modo complementare alla nuova linea a monte. Appare difficile, invece, che si possa arrivare ad un’intesa su un progetto alternativo, come quello dell’allestimento di una strada “salva traffico”, in alternativa alla SS114, che soprattutto nei mesi estivi diventa una trappola per la circolazione veicolare di diversi centri abitati. Alcuni sindaci spingerebbero per questa soluzione ma ad oggi appare ancora difficile che possa essere questa la scelta finale.

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