Pancrazio Di Leo, segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl
Pancrazio Di Leo, segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl

Taormina. La Fisascat Cisl torna all’attacco sulle irrisolte problematiche che affliggono il settore del lavoro stagionale nel polo turistico di Taormina e nella zona ionica.

Governo assente. “Tra commercio, turismo e servizi – afferma il segretario regionale aggiunto, Pancrazio Di Leo – nella provincia di Messina ci sono 15 mila persone che vivono con un impiego stagionale, di cui 6 mila nella zona ionica. In passato qui si lavorava da marzo ad ottobre e oggi invece chi è fortunato e ha un contratto di 8 mesi poi va a percepire quattro mesi di Naspi, l’ex indennità di disoccupazione, mentre chi fa 6 mesi ha un diritto poi soltanto a 3 mesi di sussidio. Parliamo molto spesso di famiglie monoreddito e in questo quadro la gente poi rimane priva di qualsiasi fonte di reddito per gran parte d’inverno. Dal governo non arriva nessuno riscontro. L’attuale governo non si interessa alla questione, praticamente la ignora, a suo tempo ci inviò una nota nella quale si preannunciava che sarebbe stata affrontata la questione ma poi così non è stata. Forse non si è compreso che si sta rischiando una vera e propria “bomba sociale”. I lavoratori vogliono il lavoro, non un indennizzo ma se poi non c’è modo di poter sopravvivere cosa deve fare? Vogliamo che si ritorni agli anni in cui le persone erano costrette a doversi trasferire all’estero? Questo comprensorio ha sempre avuto delle professionalità qualificate ma così facendo molti lavoratori saranno costretti a lasciare questo territorio”.

Effetto domino. “Si rischia di aggravare un problema sociale che già esiste e diventa sempre più preoccupante e la prospettiva – continua Di Leo – è quella di un vero e proprio effetto domino in termini negativi, tenendo anche conto che di questo passo i lavoratori avranno grandi difficoltà a poter maturare i requisiti per la pensione, e ciò farà sì che alcuni lavoratori lasceranno il loro posto soltanto ad una certa età, con quel posto stesso che non si libererà per fare spazio ai giovani. In diversi casi parliamo anche di lavori usuranti. I 38 anni di contribuzione sono un miraggio per i lavoratori. O si trova una soluzione per gli stagionali con una giusta via d’uscita per andare in pensione e poter vivere dignitosamente o le nuove generazioni non avranno spazi”.

Fare i controlli. “Allo stesso modo – conclude Di Leo -, a tutela dei lavoratori, è necessario che ci siano maggiori controlli. C’è gente con contratti di 4 ore, che alle 9 timbra ma poi va a casa a mezzanotte e allora c’è qualcosa che non va. Il lavoratore ha paura di denunciare perché se contesta le sue problematiche rischia di non essere riassunto, basterebbe fare degli accertamenti e chiediamo che gli organi preposti si attivino per appurare se c’è un’evasione fiscale e contributiva. Molte aziende evadono il Decreto Dignità. Noi non siamo autorizzati a fare i controlli, non può farlo nemmeno il lavoratore, quindi chiedono che chi di competenza verifichi come stanno le cose”.

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