Leonardo Le Mura e Giovanni Coco

Taormina. Un’altra bufera giudiziaria investe il Comune di Taormina. Si è aperta nelle scorse ore a Messina l’udienza preliminare del procedimento penale che vede imputati l’ex dirigente del Comune, Giovanni Coco e l’imprenditore Leonardo Le Mura. L’inchiesta svolta dai Carabinieri della Compagnia di Taormina concerne l’ipotesi di reato di tentato abuso d’ufficio per l’espletamento di una gara sulla gestione dei supporti per asilo nido comunali. Coco, adesso in pensione, all’epoca dei fatti era il dirigente responsabile per i servizi sociali del Comune di Taormina.  L’inchiesta sovrintesa dal sostituto procuratore Piero Vinci, ha registrato ieri l’apertura dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Messina, Simona Finocchiaro e alla presenza dei legali degli accusati.

“Tentato abuso d’ufficio”. Secondo l’accusa, sulla base di quanto appurato dai Carabinieri, Coco, avrebbe compiuto “atti idonei diretti in modo non equivoco a procurare intenzionalmente a Le Mura, titolare dell’associazione Asofa un ingiusto vantaggio patrimoniale”. Ciò sarebbe avvenuto “Rivestendo la qualità di pubblico ufficiale in quanto Responsabile pro-tempore dell’area Servizi alla persona del Comune di Taormina, nello svolgimento delle sue funzioni, avviando (mediante avviso pubblico datato 7 ottobre 2016) una procedura selettiva per l’individuazione di un soggetto collaboratore, in qualità di partner del Comune di Taormina, per la coprogettazione, l’organizzazione e la gestione di progetti nell’ambito delle politiche per la famiglia e per l’infanzia, ovvero per l’aggiudicazione di un appalto di servizi a supporto dell’attività dell’asilo nido comunale, adottando quindi la deliberazione dirigenziale n.150 del 12 giugno 2017 (di cui veniva data comunicazione con nota datata 13 giugno 2017) con la quale veniva approvato il verbale il verbale di individuazione del predetto soggetto collaboratore, aggiudicando provvisoriamente il servizio ad Asofa ed invitando successivamente l’associazione, con nota dell’8 gennaio 2018, a continuare il servizio, avendo l’assessorato concluso l’iter di affidamento in attesa di approvazione della Giunta, con ciò operando in violazione di nome di legge”.

“Turbativa di gara”. Le Mura è stato, invece, accusato del reato concerne la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, poiché “con mezzi fraudolenti turbava la gara bandita dal Comune di Taormina, per l’individuazione di un soggetto collaboratore, in qualità di partner del Comune di Taormina, per la coprogettazione, l’organizzazione e la gestione di progetti nell’ambito delle politiche per la famiglia e per l’infanzia, partecipando alla predetta tramite due distinte associazioni, rispettivamente denominate Asofa e Progetto Famiglia, entrambe riconducibili alla sua titolarità di fatto per quanto formalmente rappresentate dalla moglie”.

Le violazioni contestate. Secondo l’ipotesi accusatoria, quindi, Coco adottò una delibera con cui approvò il verbale di d’individuazione della ditta partner, la Asofa, che per gli inquirenti sarebbe di fatto gestita dall’imprenditore Le Mura anche se formalmente riconducibile alla moglie, aggiudicando provvisoriamente la gara, e dopo nel gennaio 2018 invitò la stessa a ditta a continuare il servizio, visto che si era concluso in Giunta l’iter amministrativo. Il reato di abuso d’ufficio viene contestato a Coco, in quanto il dirigente comunale che gli succedette revocò tutto e il pagamento non venne erogato. Secondo l’impianto accusatorio si sarebbero, pertanto, verificate delle violazioni, per favorire l’imprenditore Le Mura con una “limitazione della concorrenza” o presunte irregolarità nella scelte dei componenti della commissione di gara, che non vennero scelti mediante sorteggio pubblico effettuato dalla sezione provinciale delle gare per l’espletamento dell’appalto di lavori pubblici, che era territorialmente competente.

 

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