Mauro Passalacqua, presidente della Rete Fognante

Taormina. Il Consorzio Rete Fognante batte cassa nei confronti dei quattro Comuni per il necessario recupero delle quote sin qui non versate dai Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. Si tratta di un’atavica questione che da tanti anni rimane irrisolta e sulla quale adesso il presidente dell’ente, Mauro Passalacqua, intende dare una sterzata per quella che viene definita una “necessità irrimandabile”. Sulla vicenda, tra l’altro, si registra un sollecito del revisore unico dei conti del Consorzio, Sebastiano Cannavò, che in una dettagliata nota trasmessa al presidente Passalacqua ha evidenziato l’urgenza di far rientrare nelle casse del Consorzio le quote sino a questo momento non corrisposte dai quattro comuni soci. Si ipotizzerebbe una cifra complessiva di circa 3 milioni.

Confronto con i sindaci. “Il revisore Cannavò ha fatto una stima precisa della situazione – evidenzia Passalacqua – rilevando l’importanza di trovare una soluzione per far sì che i Comuni versino il dovuto al Consorzio, così da poter fare fronte ai vari adempimenti più impellenti e anche per programmare quanto dovrà essere effettuato nei prossimi mesi, in vista della stagione turistica. Sulla base di questa richiesta di far versare ai Comuni le rispettive somme convocherò quanto prima una riunione con i quattro sindaci. Ho già inteso informare i sindaci per concordare una data e così affrontare questa vicenda e fare il punto della situazione sul Consorzio, per quanto attiene gli aspetti economici, gestionali e le necessarie procedure per la modifica dello statuto e la trasformazione dell’ente”. L’obiettivo rimane quello di trasformare il Consorzio in una società di capitali e i tempi si fanno sempre più stretti.

Decreto ingiuntivo. Nel frattempo si cerca anche di affrontare il contenzioso che si è aperto con la ditta che gestiva sino al 2015 la manutenzione degli impianti consortili, prima che l’ente avviasse l’attuale gestione in house sia in contrada Pietre Nere a Giardini e che in contrada San Filippo a Letojanni.

La strategia del Consorzio. “Abbiamo dato incarico legale per difendere il Consorzio nel decreto ingiuntivo che ci è stato notificato, cercheremo di fare valere le nostre ragioni contro questa richiesta”, afferma Passalacqua. Il Consorzio punta su una nota del 1 aprile 2015 con la quale l’impresa aveva comunicato in oggetto al “servizio di conduzione degli impianti di depurazione consortili nord e sud a Letojanni e Giardini, dei collettori fognari e delle stazioni di sollevamento su giusto contratto di appalto del 4 ottobre 2013”, la propria volontà di “costituzione in mora e risoluzione di diritto del contratto in danno, causa mancato rispetto delle condizioni di pagamento”. In sostanza, sulla base di quella nota, al tempo inviata dalla ditta alla presidenza del Consorzio ed alla Prefettura di Messina, il Consorzio e i Comuni di Taormina, Letojanni, Giardini e Castelmola intenderebbero sostenere che sia stata allora la ditta stessa ad esprimere la volontà di uscire anzitempo dal contratto, prima dell’avvio della gestione poi in house, poiché c’erano dei ritardati pagamenti da parte del Consorzio verso il privato.

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