l'area per il previsto deposito dei materiali di scavo a Trappitello

Taormina. Potrebbero arrivare quanto prima importanti novità sull’insediamento dell’area di stoccaggio dei materiali che Rfi aveva previsto inizialmente a Trappitello, nell’ambito del progetto per il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo, che nel territorio di Taormina comprende due nuove stazioni, una sotterranea ai piedi del centro storico in contrada Sant’Antonio (Taormina-Madonnina) e l’altra invece a Trappitello (Alcantara-Giardini).

Il no del Consiglio. L’area di stoccaggio veniva prevista in un terreno che in parte ricadeva nei terreni del costruendo campo da golf di contrada Vareggio. Dopo alcune polemiche e un dibattito serrato in Consiglio comunale, anche per il timore di eventuali infiltrazioni ai pozzi dell’acquedotto di Santa Filomena, poi l’assemblea ha disposto nei mesi scorsi che la localizzazione del deposito avvenga fuori Taormina e in altra area rispetto a quella prevista da Rfi.

Ancora a Taormina. Adesso la questione potrebbe riaprirsi e non sarebbe da escludere che il deposito venga previsto proprio in un’altra area ma ancora nel territorio di Taormina. Non sarebbe tramontata l’ipotesi che riguarderebbe l’eventuale utilizzo di un’area privata a Trappitello. Già qualche tempo fa si era ipotizzato di spostare il deposito in un terreno alle spalle delle Case popolari di Trappitello. Ora bisognerà capire gli sviluppi definitivi della situazione.

La posizione di Italferr. I responsabili di Rfi e Italferr avevano rilevato, a suo tempo, la necessità di allocare il deposito dello smarino in un punto non troppo distante dal cantiere dei lavori per il raddoppio ferroviario, tenuto conto che a Trappitello si realizzerà una nuova stazione. “Il materiale fratturato – ha evidenziato Italferr – è quasi un fango e quindi non è trasportabile e non è possibile trovare un’area di cantiere lontana dall’imbocco della galleria. Il materiale va portato lì, altrimenti la fanghiglia potrebbe scendere giù dai camion. E’ una necessità: quegli impianti, quelle vasche stanno a ridosso dalla galleria. Li abbiamo anzi confinati quanto più a monte possibile, e rispetto alla falda ci siano spostati da 300 a 500 metri, nel punto più lontano possibile dal pozzo. C’è un’esigenza di lavoro e di cantiere. Il progetto prevede poi la demolizione delle vasche e il ripristino delle aree”.

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