il sindaco di Giardini Naxos, Nello Lo Turco

Giardini. Si allungano i tempi per la chiusura dell’iter del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo, che rimane bloccato a Roma, dove la Commissione Via-Vas intenderebbe vincolare il placet al progetto attraverso la previsione di alcune modifiche tecniche e soprattutto del contestuale ripristino della vecchia tratta ferroviaria Alcantara-Randazzo dismessa dal 2011.

“Prescrizioni obbligatorie”. Slitta così l’approvazione del progetto, che già nel 2019 doveva approdare alla fase della gara e adesso si sarebbe quindi acceso un braccio di ferro su quelle che sarebbero delle “prescrizioni obbligatorie”, con Rfi che avrebbe espresso contrarietà e una relativa fase di impasse che bisognerà capire se e quando si sbloccherà. E sulla questione interviene il sindaco di Giardini Nello Lo Turco, comune che ha presentato un ricorso ancora pendente al Tar e che, in sostanza, spinge per il mantenimento della tratta attuale, in contemporanea a quella che dovrà essere realizzata poi con il raddoppio a monte.

Linee complementari. “Arrivano anche a noi queste voci riguardanti la fase di impasse dell’iter procedurale per il raddoppio ferroviario e auspichiamo si possa fare al più presto chiarezza – afferma Lo Turco -. In particolare pare che ci siano problematiche sorte in sede di Commissione Via-Vas per il mantenimento della tratta storica e la contestuale riattivazione della linea Alcantara-Randazzo. E’ una soluzione che noi per primi abbiamo richiesto in modo chiaro e convinto e che, a maggior ragione, ci auguriamo venga accolta”. A scanso di equivoci o di interpretazioni strumentali delle mie parole – continua Lo Turco – voglio dire che noi siamo sia per il raddoppio a monte sia per il conservare l’attuale tratta, che non va dismessa e può essere ancora utile. Le due cose devono essere complementari, non alternative. La linea attuale va conservata, con la conferma della stazione a Villagonia che tra l’altro ha anche una valenza storica e dove non ha senso immaginare un museo. La nuova linea avrebbe la sua utilità indubbia, ma in alcuni punti si potrebbe continuare a utilizzare quella attuale anche come metropolitana leggera. La linea già esiste e non richiederebbe costi aggiuntivi. Inoltre, a Randazzo arriva anche la Circumetnea e si potrebbe così fare il giro dell’Etna in treno. Se, dunque, la Commissione Via-Vas sta ponendo queste considerazioni, è quello che abbiamo sostenuto noi e per cui io mi sono battuto”.

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