la frana di contrada Lappio
la frana di contrada Costa don Lappio

Taormina. Il 2020 è appena iniziato ma rischia, con molta probabilità, di essere un altro anno di stallo sul fronte della frana di contrada Costa Don Lappio. La frana in atto ormai dal 2003 nel costone roccioso che sovrasta la Via Garipoli e si affaccia anche sull’autostrada A18, si conferma infatti, una questione sempre più complicata da sbloccare per il Comune di Taormina. E da Palazzo dei Giurati arrivano ulteriori aggiornamenti e conferme in tal senso.

Finanziamento sfumato. E’ storia nota che il decreto di finanziamento da 851 mila euro che a suo tempo era stato assegnato dalla Regione non sia più disponibile ma la revoca dello stanziamento preannunciata alcuni mesi fa e quindi la relativa comunicazione formale da parte degli uffici di Palermo tarda ad arrivare in Comune e ora dovrà essere la casa municipale a chiudere l’iter in precedenza avviato.

L’ostacolo da rimuovere. A bloccare il tutto in questo momento è, in particolare, l’obbligo al quale dovrà adempiere al più presto la casa municipale di procedere alla rescissione del contratto con la ditta che si era aggiudicata nel 2021 l’appalto per i lavori. Le opere da eseguire in contrada Lappio erano state finanziate il 18 gennaio 2012 dalla Regione per 851 mila euro. Nel 2012 ci fu quindi l’aggiudicazione provvisoria all’impresa incaricata, tramite procedura all’Urega, e nel marzo 2015 ci fu lo stop alla gara d’appalto con la sospensione dell’iter per i lavori “per fatti imprevisti al momento della stipula del contratto” e si rese quindi necessaria la variante al progetto. Che però non ha sortito effetto risolutivo. A questo punto, il Comune dovrà rescindere il contratto con l’impresa e trovare un’intesa necessaria, di riflesso, anche per evitare il possibile rischio di un contenzioso.

Nuovo progetto. Il Comune intende proporre alla Regione un nuovo progetto, che prevederà di conseguenza costi e termini differenti da quanto era stato a suo tempo previsto e qui si andrà con l’assessorato al Territorio ed Ambiente un nuovo iter, facendo ripartire le procedure da zero. Ma prima di tutto si dovrà ottenere proprio la comunicazione di revoca del finanziamento da parte della Regione e da lì si ripartirà nel tentativo di porre rimedio ad una problematica in atto ormai dal lontanissimo. 2003.

L’iter naufragato. Il precedente progetto del Comune di Taormina era stato già approvato nel maggio 2011, poi sottoposto a variante e a dei correttivi che non sono bastati ad impedire la revoca del finanziamento. L’intenzione è quella di chiedere un nuovo finanziamento, nel quale si andrà a tenere conto anche dell’ulteriore tempo trascorso e del fronte di frana che si è esteso nel corso degli anni, con la necessità di effettuare un’opera più ampia di consolidamento e messa in sicurezza del versante.

Il tentativo. A tal proposito verrà fatto un tentativo presso l’Ufficio del Commissario contro il Dissesto Idrogeologico, per provare ad imbastire una procedure più rapida. Anche in questo caso si dovrà, tuttavia, mettere a punto il nuovo progetto e presentarlo, e in ogni caso bisognerebbe poi attendere i relativi passaggi formali e il necessario espletamento di una gara, anche se in quel caso l’appalto potrebbe avere tempi più snelli. Ma, in definitiva, la prospettiva assai probabile pare essere quella di un altro anno che difficilmente sarà quello della svolta e quasi certamente non sarà quello in cui potranno iniziare i lavori di sistemazione del versante in frana.

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