Enzo Scibilia e Francesco Saitta

Taormina. I lavori di ristrutturazione dell’ex chiesa di San Giuseppe a Mazzeo si bloccano e rischiano di rimanere incompleti. Nella giornata di ieri si è svolta una riunione tra l’impresa incaricata e l’Amministrazione comunale, nel corso della quale la ditta – la Edilcap Srl di Maletto – avrebbe riferito le difficoltà a poter ultimare le opere a causa della mancata autorizzazione da parte di un privato della zona alla collocazione del ponteggio necessario per le attività di cantiere. Sulla vicenda c’è stato un confronto tra il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Enzo Scibilia, ed il tecnico e procuratore dell’impresa, Francesco Saitta. A questo punto servirà, insomma, una presa di posizione da parte del Comune per arrivare ad una soluzione risolutiva sull’accesso all’area in oggetto.

Iter travagliato. Il piano di ristrutturazione dell’ex chiesa di San Giuseppe, che mira all’attivazione di un centro polivalente diurno, come punto di incontro per i cittadini di Mazzeo, si era già bloccato, sul piano procedurale, per alcuni anni e solo nel 2019 c’era stata la svolta con l’avvenuto recupero del fondo che era stato intercettato dalla casa municipale già diversi anni fa, con iter avviato a suo tempo dall’allora assessore Marcello Muscolino, poi proseguito dall’ex assessore Gaetano Carella nella passata legislatura e che ora sta portando a termine l’attuale assessore Scibilia. Ad un certo punto si era temuto che il finanziato fosse destinato ormai ad andare “in fumo”: ora spuntano nuove difficoltà.

L’ok della Regione. Si tratta di portare a compimento l’adeguamento normativo e funzionale della ex Chiesa di San Giuseppe e delle aree connesse, mediante il recupero strutturale di un immobile ritenuto di valore storico-culturale con il ripristino della funzione pubblica. Il progetto esecutivo dei lavori per la ex chiesa era stato ammesso a finanziamento per 800 mila euro già nel settembre 2014 con relativo decreto registrato alla Corte dei Conti. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha esitato nei mesi scorsi la perizia di variante prospettata agli uffici di Palermo dal Comune di Taormina ed ha accolto alcuni chiarimenti che erano stati sollecitati da Palermo all’Ufficio Tecnico Comunale-Area Manutentiva per consentire, una volta per tutte, la definizione di questo lunghissimo iter. Alla fine la Regione, nel prendere atto della perizia di variante, ha stanziato 600 mila euro e l’antico sito sacro dovrebbe tornare fruibile diventando un’importante addizione per attività culturali e sociali. Ma prima bisognerà risolvere la querelle in atto.

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