l'assessore Enzo Scibilia e il presidente degli Albergatori, Italo Mennella

Taormina. Scoppia il “caso Scibilia” sul tema della tassa di soggiorno e della Tari a Taormina. A margine del convegno odierno sul tema “La gestione della Tari nel 2020 – Nuovi criteri di determinazione dei Pef e dei regimi tariffari dei Comuni”, svoltosi al Palacongressi, si è aperta infatti una polemica a seguito di un intervento da parte del vicesindaco Enzo Scibilia.

Le parole della discordia. Scibilia, nel portare i saluti dell’Amministrazione, in sostanza avrebbe posto la problematica dei costi per il servizio di spazzatura in città, ritenendo che “dei costi della spazzatura non debbano farsi carico solo i cittadini di Taormina” e che “è per questo che viene utilizzata parte della tassa di soggiorno”.

Albergatori all’attacco. Parole che hanno acceso la discussione sui social network e che hanno suscitato in particolare la reazione dell’Associazione Albergatori Taormina, che attraverso il presidente Italo Mennella ha criticato questa sortita dell’esponente della Giunta Bolognari: “E’ fuori luogo quanto affermato dall’assessore Scibilia. Bisogna comprendere, una volta per tutte, che l’impiego dei proventi della tassa di soggiorno riguarda il turismo e non è per sostenere i costi della raccolta rifiuti. Lo ha evidenziato la Corte dei Conti, a seguito di un nostro esposto, sollecitando il Comune a non effettuare più “un utilizzo improprio” dell’imposta, e lo ha precisato di recente anche il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune. La tassa di soggiorno è per il turismo e per la promozione della città, non per altre finalità. Chiediamo si faccia chiarezza su queste affermazioni che riteniamo incomprensibili e inaccettabili. Non possiamo consentire che si facciano dichiarazioni campate in aria, con il rischio poi anche di fare una brutta figura da parte dell’Amministrazione stessa agli occhi di altri amministratori italiani”.

La precisazione. E sulla vicenda è quindi intervenuto lo stesso Scibilia per fare chiarezza: “E’ una polemica che non ha ragione di esistere. Rassicuriamo gli albergatori precisando che le mie parole sono state fraintese o forse – volutamente? – riportate in modo strumentale da qualcuno che assisteva al convegno. I Comuni che come Taormina vivono di turismo hanno un serio problema concernente la Tari e ho inteso soltanto evidenziare che bisogna fare molta attenzione nei relativi calcoli che riguardano questa imposta. Non invidio i dipendenti comunali che sono chiamati all’ingrato compito di calcolare l’imposta, in quanto si tratta di un lavoro certamente complesso. Nella nostra città, tra pernottamenti ed avventori occasionali, pernottano o transitano sul territorio circa 3 milioni di persone all’anno ma non ho mai inteso dire che dobbiamo far pagare i costi della spazzatura al turista. Ritengo invece che la tassa di soggiorno debba servire per dare decoro alla città e per garantire i servizi. Lo sappiamo che questa imposta non è per la spazzatura. Rassicuriamo che sulla tassa di soggiorno non è mai stata intenzione e non è volontà di questa Amministrazione quella di fare un utilizzo improprio di tale imposta, che viene impiegata per far fronte ad alcuni servizi da dare ai turisti”.

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