cinesi a Taormina in via Pirandello

Taormina. Sino a qualche tempo fa il boom del turismo cinese a Taormina era il “sogno” non troppo proibito degli operatori economici per dare nuova linfa all’economia di Taormina ma in pochi mesi il mondo si è già capovolto ed è già cambiato il clima attorno alle presenze di visitatori provenienti dal lontano Oriente nella capitale del turismo siciliano. Dall’entusiasmo alla paura, nella vita, spesso il passo è breve, si sa. Tanto più per motivi contingenti.

Cinesi d’inverno. In questi giorni si possono notare in paese, nonostante il periodo di bassa stagione, non pochi cinesi che girano per Taormina con le loro immancabili macchine fotografiche e ritraggono soprattutto i luoghi e gli angoli caratteristici dove fu girato nel 2019 il seguitissimo reality “Chinese Restaurant”, che in Cina è stato visto da milioni di persone. Ed è una presenza significativa, che non passa inosservata, quella di diversi turisti orientali nel centro storico del paese, entusiasti di trovarsi nei luoghi ammirati dalle immagini di “Chinese Restaurant”. I cinesi d’inverno, così numerosi a Taormina, in altri momenti storici, sarebbero stati un fatto degno di nota e su cui riflettere, motivo di speranza verso la tanto agognata destagionalizzazione: oggi invece sembrano quasi un elemento di ingombro. Nessuno lo dice, qualcuno lo sussurra, qualcun altro lo scrive sui social, tutti o quasi lo pensano.

Dubbi taorminesi. Il perché tutto sia cambiato da una primavera all’inverno è storia nota, perché nel frattempo è scattato nel mondo il panico per l’allarme per il terribile Coronavirus che parte proprio dalla Cina e in questi giorni è al centro di un’emergenza internazionale. Così proprio in queste ore a Taormina più di un cittadino del luogo nel notare i turisti cinesi per strada li guarda e si chiede con qualche apprensione: “Non è che per caso c’è pericolo? Possiamo davvero sentirci al sicuro o c’è il rischio di contagio e che il virus possa arrivare anche da queste parti?”.

Controlli in aeroporto. Le autorità allontanano con fermezza ogni forma di allarmismo e rassicurano che i controlli negli aeroporti sono rigidi e che non c’è affatto da preoccuparsi. Di certo c’è che si prima si sognava la grande esplosione del turismo cinese da queste parti, almeno per adesso quell’entusiasmo è evaporato ed è diventato anzi il desiderio non troppo tacito che il boom non arrivi proprio quest’anno. O almeno non di questi tempi. Poi, magari già tra pochi mesi, il Coronavirus sarà stato sconfitto (ce lo auguriamo) e si tornerà di nuovo ad invocare l’effetto “Chinese Restaurant”.

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