quel che resta della barca di Antonio Faraci

Taormina. I Carabinieri di Taormina indagano sull’inquietante episodio che ha riguardato il taorminese Antonio Faraci. Ignoti hanno, infatti, dato alle fiamme la barca dell’imprenditore, presidente dell’Associazione Taormina Fishing Club. L’episodio è avvenuto nella spiaggia di Mazzarò, nella zona delle barche, dove proprio Faraci con l’associazione da lui guidata hanno effettuato a più riprese delle attività di ripulitura e riqualificazione della spiaggia e dove proprio il “Taormina Fishing Club” gestisce le case dei pescatori, affidate a suo tempo affidate dal Comune per sottrarre questo bene all’incuria, al degrado e agli abusivismi.

Le indagini. Sulla vicenda indagano adesso i Carabinieri della Compagnia di Taormina per accertare i fatti e per cercare di individuare chi ha compiuto quello che sembra essere un atto intimidatorio nei confronti di un taorminese noto e stimato, tra l’altro anche impegnato nel sociale. Al momento c’è stretto riserbo da parte degli inquirenti e non si esclude nessuna pista, anche se proprio l’ipotesi di un gesto con finalità di intimidazione contro Faraci in questa fase appare l’ipotesi più credibile.

“Logiche mafiose”. “E’ incredibile – afferma Manfredi Faraci, consigliere comunale e nipote di Antonio Faraci – come l’ignoranza, l’illegalità e l’atteggiamento mafioso si perpetui in maniera così palese ancora nella nostra città. Questa era la barca di mio zio che da una vita si spende per il proprio paese e per la valorizzazione della spiaggia dei Taorminesi, quella di Mazzaró. Questo è il ringraziamento da parte di chi pensa di poter essere sopra la legge, sopra la giustizia ed il benessere comune, preferendo a questo l’interesse personale e le proprie ingiuste ragioni. Io dico a voi cari delinquenti che la mia famiglia e la nostra città non accetterà mai e non si piegherà mai a logiche mafiose così becere quindi bene vi siete divertiti ma state sereni tutto questo non riaccadrà più perché insieme alle forze dell’ordine faremo di tutto per eliminarvi dalla società taorminese”.

Antonio Faraci

Lo sfogo della figlia. Altrettanto duro il commento della figlia di Antonio Faraci, Roberta: “Tre domeniche spese a pulire la spiaggia grazie alla quale voi mangiate e tutta la vita spesa a difenderla e valorizzarla e questo è il ringraziamento. Fai bene e scordati, fai male e pensaci. Non fate paura, fate schifo”.

Abusivismo a Mazzarò. La spiaggia di Mazzarò, comunque, non è nuova ad episodi di cronaca. Il 29 maggio 2019 sempre nella zona delle barche c’era stato un blitz da parte della Polizia locale di Taormina, con operazione congiunta con gli uomini della Guardia costiera di Giardini Naxos, nella quale scattarono allora due denunce all’Autorità giudiziaria per occupazione abusiva di un edificio pubblico, ovvero un box di proprietà del Comune di Taormina, poi dato in uso all’associazione culturale “Taormina Fishing Club”, in virtù dell’aggiudicazione di un bando ad evidenza pubblica il cui contratto di locazione è stato sottoscritto l’1 febbraio 2019.

Solidarietà dell’Amministrazione. Sull’inquietante episodio che ha interessato Faraci, intanto, è stata espressa solidarietà all’imprenditore taorminese dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Bolognari. “Tutte le componenti politiche de La Nostra Taormina – si legge in una nota – esprimono piena solidarietà e sostegno al presidente dell’Associazione Fishing Club, Antonio Faraci, per la grave intimidazione subita. Condannano fermamente quest’atto che non deve essere per nessun motivo accettato da una comunità pacifica e laboriosa come quella taorminese. Si augurano che i responsabili vengano individuati immediatamente e assicurati alla giustizia perché legalità e correttezza si affermino come principi della convivenza civile”.

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