uno scorcio incantevole di Taormina

Taormina. Torna l’Osservatorio del turismo. L’organo che a Taormina era stato istituito nell’atto di introduzione della tassa di soggiorno esitato dal Consiglio comunale il 6 novembre 2012 (nella consiliatura in cui era sindaco Mauro Passalacqua) pare, infatti, destinato a rientrare in azione e ad essere parte integrante del nuovo regolamento della tassa di soggiorno in fase di elaborazione a Palazzo dei Giurati.

Torna il tavolo. Per l’imposta in vigore a Taormina dal 1 gennaio 2013 si avvia il momento della rivisitazione del regolamento attuale e in questo contesto si intende riproporre l’organo consultivo che a suo tempo vedeva al tavolo con l’Amministrazione anche l’Associazione Albergatori, in un contesto che fu poi allargato in una fase successiva anche all’Associazione Imprenditori ed al Centro Commerciale Naturale Taormina. E proprio con queste rappresentanze delle forze produttive (unitamente all’Associazione Commercianti Taormina nata nel 2018) potrebbe ora riproporsi un tavolo di discussione, in un contesto di confronto strategico sulle scelte da adottare per l’impiego dell’imposta di soggiorno.

Cambio di strategia. Si va, insomma, verso la resurrezione dell’Osservatorio che era stato dismesso nella passata Amministrazione guidata dall’allora sindaco Eligio Giardina. Una scelta che all’epoca fece discutere e sulla quale non mancarono anche delle polemiche. Adesso l’orientamento da parte dell’attuale sindaco Mario Bolognari e dell’assessore al Turismo, Andrea Carpita è quella di tornare a dialogare e mettere in campo un’altra strategia, nella direzione di una concertazione delle scelte di maggiore rilievo.

Condividere le scelte. Appare, d’altronde, necessario il tentativo di condividere un percorso, tenendo conto che sul balzello è già arrivato l’input della Corte dei Conti e dei revisori del Comune, che hanno chiesto di utilizzare le somme non per i bilanci dell’ente ma per il turismo. Secondo stime ancora non definitive la cifra, per altro, introitata dal Comune è stata di circa 3 milioni e 200 milioni: un “tesoretto” che le forze produttive della città auspicano venga, appunto, destinato alla promozione del territorio e non più a sanare l’asfittico forziere di Palazzo dei Giurati.

© Riproduzione Riservata

Commenti