Taormina rivuole il tribunale

Taormina. I sindaci della zona ionica sono pronti a presenziare all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Messina previsto per il 1 febbraio per aprire la “battaglia” finalizzata al ripristino dell’ex tribunale di Taormina. A prospettare questo scenario è il presidente dell’Unione dei Comuni Naxos-Taormina, Orlando Russo (sindaco di Castelmola), che così anticipa la possibile mobilitazione degli amministratori nel tentativo di spingere per la riapertura dell’ex tribunale di Taormina, chiuso ormai dal 2013 quando venne soppressa la sede a Trappitello.

L’occasione. “E’ l’occasione giusta per iniziare a porre la questione in primo piano e per cominciare questa battaglia – ha detto Russo -, e perciò valuteremo con i colleghi sindaci l’opportunità di recarci all’imminente inaugurazione dell’anno giudiziario per dare un segnale in tal senso. L’allora governo Monti ha chiuso il Tribunale di Taormina dicendo che si sarebbe determinato un risparmio ma la verità è che non c’è stato nessun risparmio. Se prima c’erano 100 cause iscritte a ruolo oggi ce ne sono forse 45 o 50 al massimo, il servizio non è affatto migliorato e per una causa civile passano a volte anche 7 o 8 anni. Così non si può continuare, stanno proseguendo i disagi per cittadini, avvocati e operatori della giustizia”.

Nuova sede al Capalc. Prende quota, in tal senso, anche quella che potrebbe essere la sede da proporre per una eventuale riapertura del tribunale: “La sede si può trovare e il Capalc di Taormina, la valutazione spetta ovviamente qui al Comune di Taormina che ha la titolarità del bene, ma potrebbe essere un’ottima soluzione. Va fatto un progetto serio, si può sistemare e rifunzionalizzare e sarebbe anche dal punto di vista logistico perfetta perché facilmente raggiungibile dall’autostrada A18”.

Missione a Roma. La questione rimane, insomma, complessa e di non semplice risoluzione ma i sindaci vogliono provare a riaprire la discussione, dando intanto un primo segnale in vista poi di ulteriori mosse come quella di una delibera da far esitare nei rispettivi Consigli comunali del Distretto di Taormina e la successiva eventualità di una trasferta in delegazione a Roma, per discutere la questione al Ministero della Giustizia.

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