Palacongressi di Taormina

Taormina. Comune di Taormina in pressing sulla Regione Siciliana per accelerare la definizione dell’iter procedurale riguardante i previsti lavori di sistemazione della parte scenica del Palacongressi. Lo scorso novembre, inserendo Taormina nell’elenco dei comuni siciliani destinatari di fondi nell’ambito dell’apposita graduatoria per i Teatri, l’Assessorato ai Beni Culturali ha stanziato 231 mila euro dediti alla sistemazione della parte scenica del palazzo, come da istanza che era stata inoltrata nell’aprile 2019 dall’Amministrazione comunale di Taormina.

Sguardo al calendario. Adesso la casa municipale sta cercando di chiudere la fase procedurale quanto prima e vorrebbe avviare i lavori a maggio. Non sarà semplice, visto che nel frattempo si dovrà dare corso ad un appalto In quest’ottica si pensa ad una missione esplorativa a Palermo nei prossimi giorni per fare il punto sull’iter. Per questo si conta di ottenere nel più breve tempo possibile gli adempimenti ed in particolare l’espletamento di quanto riguarda la trasmissione del decreto di finanziamento. Diversamente, tenendo conto che poi dal 28 giugno al 4 luglio ci sarà il Taormina Film Fest e ci sarà bisogna di utilizzare il Palacongressi, i lavori potrebbero slittare poi slittare a dopo l’estate, nella fase praticamente conclusiva del 2020.

Le opere in agenda. Si tratta di effettuare interventi come l’ammodernamento delle macchine di scena, a servizio della sala teatro e per l’arredamento dei camerini e la manutenzione del complesso polifunzionale. Opere cioè essenziali per poter fare eventi culturali e spettacoli nel sito che dispone, oltre a una sala auditorium da 220 posti circa, una più ampia sala teatro da 820 posti, modulabile. Si punta a poter fare al più presto i lavori anche perché nel frattempo dovrebbe arrivare in Consiglio comunale la proposta di bando di gara per l’affidamento a privati della struttura.

Bando in arrivo. La bozza è già pronta, è stata invece stralciata una precedente proposta che era stata preparata nel primo anno di legislatura dall’ex assessore Giuseppe Caltabiano e che ipotizzava un affidamento del palazzo per un periodo di 6 anni. Il bando che si intende proporre prevederebbe un periodo più lungo, ipotizzato in almeno 9 anni e verrà anche rivista ed incrementata la previsione riguardante il canone di locazione. Da un lato il Comune ha inteso muoversi per far sì che chi avrà le chiavi del palazzo, quindi il futuro affittuario, non dovrà farsi carico di questi lavori, ma è altrettanto vero che più tempo trascorrerà e più crescerà il malumore degli operatori economici locali che, dopo tanti anni, auspicano una svolta – e quindi l’affidamento a privati – entro il 2020.

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