svolta nella lotta al dumping contrattuale

Taormina. La battaglia sul dumping contrattuale, che da tempo ormai in Italia vede Taormina in prima fila nel panorama delle maggiori realtà turistiche nazionali interessate dal boom di questo fenomeno, fa registrare un’importante svolta.

Risarcimento ai lavoratori. In Toscana una storica sentenza del Tribunale di Firenze ha detto no ai cosiddetti contratti pirata e nello specifico ha dato ragione ai lavoratori, sanzionando un hotel di Firenze perché in tale contesto per la “non applicazione del contratto nazionale legittimo”, cioè il CCNL firmato dalle organizzazioni sindacali nazionali. Sono stati così disposti risarcimenti per i lavoratori ricorrenti. I sindacati non hanno fatto mistero della loro soddisfazione, parlando di sentenza che “può restituire dignità al lavoro” e “rafforza l’impegno per combattere il dumping contrattuale”.

Le differenze riconosciute. La sentenza, che in termini giurisprudenziali rappresenta un fatto senza precedenti nella lotta al dumping contrattuale, infligge un brusco stop alla deregulation dell’applicazione da più parti, sia nel turismo ma anche nel commercio, di contratti di lavoro non sottoscritti dalle più rappresentative organizzazioni sindacali. Nel caso specifico la vicenda ha visto prevalere i diritti reclamati dai 10 lavoratori impiegati nell’appalto di pulizie e facchinaggio presso un albergo di Firenze e ha riconosciuto al personale le differenze retributive tra il Contratto nazionale “pirata” a loro applicati e il Contratto nazionale legittimo, cioè quello del Turismo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e datoriali “comparativamente più rappresentative nella categoria”. Il Tribunale ha condannato la cooperativa dell’appalto al pagamento di queste differenze retributive nei confronti dei lavoratori (alcune migliaia di euro euro a testa).

La battaglia. L’applicazione dei contratti “pirata” è una piaga che colpisce il settore del turismo e quindi l’alberghiero (ed extra-alberghiero) ma anche e soprattutto il comparto del commercio, ed in particolare la ristorazione. La questione della necessità di fermare i contratti alternativi è stata evidenziata, a più riprese a Taormina, da una lunga serie di prese di posizione della Fisascat Cisl e da Federalberghi, in un territorio dove migliaia di persone lavorano con un impiego stagionale.

Svolta irrimandabile. La località siciliana è una delle realtà di maggiore rilievo del panorama turistico nazionale e l’argomento è più che mai di stretta attualità. Ecco perché c’è bisogno di una svolta, ineludibile e irrimandabile, sia per non penalizzare più i lavoratori sul piano retributivo, contributivo e poi pensionistico, sia per non creare condizioni di concorrenza sleale che finiscono per penalizzare le aziende che invece applicano correttamente i contratti comprensivi di tutti gli oneri economici.

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