Matteo Renzi

“La nostra lealtà al governo è fuori da ogni discussione, il resto sono soltanto polemiche strumentali. Abbiamo voluto noi la nascita di questo governo per mandare a casa Matteo Salvini e non c’è nessuna volontà da parte nostra di interrompere la legislatura”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi smentisce le voci che ancora una volta prospettano la sua volontà di staccare la spina all’Esecutivo.

Rebus Libia. “In questi giorni alcuni giornali scrivono dei progetti di Di Maio sui Cinque Stelle. Tema affascinante, per carità. Ma la priorità di oggi per tutti noi e per il Ministro degli Esteri è bloccare a Berlino il devastante disegno turco sulla Libia. Lasciare la Libia a Erdogan è un errore imperdonabile per l’Italia. E questa è la priorità, altro che i litigi in casa grillina”.

La mancetta elettorale. “Per sei anni ci hanno detto che il Bonus degli 80€ non serviva a niente, che era una mancetta elettorale. Adesso, contrordine. Gli 80€ non si cancellano ma addirittura si allargano e si estendono ad altri lavoratori. Questa è la strada giusta, bravo ministro Gualtieri”.

La prescrizione. “Hanno detto che Renzi spacca la maggioranza. Guardiamo i fatti: c’era una legge sulla prescrizione voluta dal Pd e dal ministro Orlando. Poi sono arrivati i populisti gialli-verdi e con i voti leghisti e grillini hanno cambiato la legge eliminando la prescrizione e rendendo i cittadini imputati a vita. Un obbrobrio giuridico. Noi ieri abbiamo votato per ripristinare la legge dei nostri Governi, cancellando le misure giustizialista e populiste. Mi dispiace solo che il Pd abbia scelto di seguire i grillini anche su questo, andando purtroppo a rimorchio dei Cinque Stelle. Non abbiamo rotto la maggioranza, abbiamo solo difeso lo stato di diritto. Continueremo a farlo, anche senza il permesso dei populisti: populisti nuovi e populisti vecchi. Abbiamo fatto un governo insieme per mandare a casa Salvini, non per diventare grillini”.

Certa sinistra. “Per capire come funziona una certa sinistra italiana bisogna seguire Maurizio Landini. Quando nel 2014 il Governo Renzi mise 10 miliardi per il ceto medio, con gli 80 euro, Landini criticò. Oggi il Governo Conte mette 3 miliardi per il ceto medio, allargando gli 80 euro, Landini applaude. Io sono felice che gli 80 euro finalmente siano apprezzati da tutti. Ma quanta ipocrisia c’è in questo atteggiamento del segretario della Cgil? Un sorriso, viva l’Italia”.

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