la vigilanza armata all'ospedale di Taormina

Taormina. La vigilanza armata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Taormina proseguirà. Lo ha deciso l’Asp Messina, prorogando l’impegno della ditta incaricata, attualmente operativa ormai dallo scorso settembre 2019 nel reparto di contrada Sirina. Il servizio che era stato invocato da più parti, dunque, non si interromperà. La conclusione della vigilanza armata era prevista per il 16 gennaio scorso e si temeva che potesse esserci lo stop ad una presenza che in questi mesi ha garantito un clima di maggiore serenità e sicurezza sia agli operatori medici ed infermieristici sia all’utenza che in gran numero raggiunge ogni giorno il Pronto Soccorso dell’ospedale San Vincenzo.

Presenza strategica. L’Asp ha così deciso di andare avanti con il servizio, in attesa poi che venga espletata nei prossimi mesi l’apposita nuova gara, che potrebbe tenersi nel mese di giugno. Sino a quel momento dovrebbe rimanere operativa l’attuale ditta (la Ksm). Ad ogni modo si tratta di una notizia positiva in un contesto nel quale si temeva sarebbe venuta meno la presenza del personale addetto a garantire la sicurezza negli eventuali casi di intemperanze e nei momenti di tensione che si sono già verificati in diversi casi nel recente passato.

Utenza fuori provincia. Il Pronto Soccorso ha da poco concluso il 2019 con oltre 24 mila accessi in un reparto che è punto di riferimento per una vasta utenza, con la presenza costante e consistente da parte di utenti provenienti dai centri abitati della zona dell’etneo, rimasti privi ormai dal 2015 del presidio di Giarre, chiuso e mai riaperto nonostante i periodici annunci di una svolta. E nell’ambito di un flusso quotidiano fatto di tanti pazienti e di lunghe attese si sono anche verificati episodi che hanno visto protagonisti soggetti che si sono resi autori di aggressioni ai danni del personale medico, come nel luglio 2019 quando un disabile psichico si scagliò contro il primario e poi ad ottobre un uomo entrò in reparto con un coltello e venne arrestato.

© Riproduzione Riservata

Commenti