Pietro Salini, Ad di Salini Impregilo

Taormina. Imprepar-Impregilo (oggi Salini Impregilo) torna alla carica contro il Comune di Taormina e si ripropone in primo piano la contesa sui lavori di realizzazione dei parcheggi comunali realizzati a suo tempo dall’impresa e sui quali è poi scaturita una battaglia legale in atto ormai da oltre un ventennio tra le parti. Da un lato c’è Impregilo che reclama 28 milioni, dall’altro il Comune che resiste e tenta di respingere gli assalti della multinazionale.

Nuovo capitolo. La Giunta ha autorizzato ora il sindaco a resistere in giudizio nella controversia dell’istanza di correzione materiale del lodo del 21 ottobre 1997 depositato presso la cancelleria della Pretura di Messina il 16 aprile 1998. “Il 9 gennaio scorso – spiega il sindaco Mario Bolognari – è stato acquisito al protocollo del Comune che la Imprepar-Impregilo ha notificato al Comune di Taormina tale istanza affinché il Tribunale voglia provvedere alla correzione del lodo del 1997. L’avvocato Andrea Scuderi, legale già incaricato dal Comune sul lodo in questione, ha evidenziato che tale istanza va decisamente contrastata con diversi argomenti di natura processuale, e di merito logico-giuridico”. “Per questo – continua il primo cittadino – occorre costituirsi in giudizio, incaricando l’avvocato Scuderi, conoscitore delle argomentazioni inerenti il lodo depositato presso la cancelleria della Pretura di Messina nel 1998 tra l’impresa ed il Comune”.

L’ultima sfida. Nel luglio del 2019, il Tribunale di Messina aveva dato ragione al Comune di Taormina e annullò il decreto ingiuntivo da 28 milioni di euro a suo tempo ottenuto dal colosso delle costruzioni Impregilo nei confronti dell’ente locale. Si tratta, come detto, di una estenuante battaglia nelle aule di tribunale che le parti stanno combattendo senza tregua da parecchi anni, in un complesso contesto che avrà come atto finale dello scontro la causa in Cassazione.

Posizione debole. Il Tribunale di Messina lo scorso anno, nello specifico, accolse l’opposizione di Palazzo dei Giurati, annullando il decreto ingiuntivo che Impregilo aveva ottenuto per un importo analogo a quello del lodo. “A suo tempo Impregilo aveva avuto buon gioco in quanto erano l’Amministrazione non aveva presentato opposizione”, ha evidenziato Bolognari -. Quel pronunciamento ha indebolito la posizione di Impregilo, impedendole di vantare in atto qualsiasi pretesa di iscrizione nel bilancio del Comune di somme provenienti dal lodo”. In attesa della partita finale, che si giocherà dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione, il Comune di Taormina sin qui ha potuto tirare un sospiro di sollievo ma il 2020 inizia subito con un nuovo capitolo dello scontro infinito.

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