Salvo Cilona, assessore al Bilancio di Taormina
Salvo Cilona, consigliere di opposizione

Taormina. Il consigliere Salvo Cilona torna a sollecitare un’azione più incisiva della Commissione Speciale istituita a Taormina dal Consiglio comunale a seguito del terremoto giudiziario che ha interessato il Comune il 15 novembre scorso con l’arresto del legale Francesco La Face, che per tanti anni è stato consulente della casa municipale sulla riscossione delle bollette d’acqua, ed il divieto di dimora a Taormina dell’ex dirigente comunale, Giovanni Coco.

Dare una risposta. “La Commissione – ha dichiarato Cilona – deve fare chiarezza per quelle che sono le sue competenze. Io ho detto in commissione e lo ripeto con estrema chiarezza che se un consigliere decide di far parte di questa commissione non può dire “io ho paura, io mi spavento, io non voglio sapere”, altrimenti si fa da parte. La città vuole sapere cos’è successo, dal punto di vista politico e amministrativo. L’aspetto giudiziario attiene la magistratura. Noi siamo consiglieri e dobbiamo dire alla città cosa sia successo. I paletti vanno bene ma noi una risposta ai taorminesi dobbiamo darla. Se qualcosa è stato tolto alla città, va restituito. Al momento non ci sono le condizioni per presentarsi come parte lesa ma quando si potrà fare, bisognerà tutelare il Comune”.

Audizioni in Commissione. Poi Cilona si è soffermato sul no della commissione alle audizioni degli ex sindaci. “Avevo chiesto di convocare gli ex sindaci, Mauro Passalacqua ed Eligio Giardina – aggiunge Cilona -. In particolare l’ex sindaco Passalacqua, come sappiamo, ha dichiarato a mezzo stampa di recente che nel periodo in cui la sua Amministrazione governava Taormina erano stati recuperati 3 milioni di euro (sulla riscossione delle bollette d’acqua, ndr) e noi vogliamo capire dove sono andate a finire quelle somme”.

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