Lucia Gaberscek

Taormina. Continua a far discutere a Taormina l’inchiesta AcqueWin, la vicenda dell’indagine che ha portato il 15 novembre scorso al terremoto giudiziario sulla riscossione delle bollette d’acqua con l’arresto di un legale che assisteva il Comune e con il divieto di dimora per un ex dirigente dell’ente locale (ora in pensione). Sulla questione si è insediata la Commissione speciale istituita dal Consiglio comunale, che dopo la prima riunione del 10 gennaio scorso ora tornerà a dibattere il tema a porte chiuse il 6 febbraio. Nel frattempo sul tema si è riaccesa nelle scorse ore la discussione in Consiglio comunale. Il presidente del Consiglio comunale, Lucia Gaberscek, ha risposto così all’opposizione.

Iter da verificare. “Verificheremo nel dettaglio l’iter e se ci sono stati errori procedurali li correggeremo prontamente – ha detto Gaberscek -. I paletti che ho posto sono strettamente necessari: ciò a tutela dei soggetti coinvolti ma anche di quelli che probabilmente verranno coinvolti e della magistratura che sta indagando. Noi non vogliamo e non dobbiamo interferire in nessun modo con le indagini. Dobbiamo, invece, occuparci di aspetti come il personale e l’eventuale danno erariale. E’ necessaria prudenza quando si parla di indagini ancora in corso”.

Nessuna paura. “Qui nessuno ha paura di fare chiarezza – ha aggiunto Gaberscek – altrimenti non avremmo istituito la commissione ma non tocca a noi fare indagini, quelle non competono al Consiglio comunale. Ho già chiesto un report agli uffici sui pagamenti delle bollette d’acqua dal 2009 al 2013 e da quei dati che avremo buona parte della verità. La gente ha il diritto di sapere dove sono finiti i loro soldi. Al resto penserà la magistratura”.

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