il sopralluogo a Porta Catania

Taormina. Sopralluogo della Soprintendenza di Messina a Taormina nelle scorse ore. Il presidente di “Tor”, Taormina Obiettivo Recupero, insieme al prof. Gianni Di Bella (archeologo) aveva richiesto lo scorso settembre un’attività di verifica finalizzata ad opere di restauro degli affreschi dell’intradosso dell’arco di Porta Catania, di epoca bizantina. Per questo si è inteso avviare questa ricognizione sui luoghi che potrebbe presto portare ad alcuni interventi in una delle due porte di ingresso al “salotto” di Taormina.

Chiarire la vicenda. Ma, in particolare, “Tor” insieme a Legambiente Taormina-Valle Alcantara ha richiesto anche una verifica sulla situazione dell’ex chiesa di Sant’Andrea, sita sull’omonimo promontorio, per capire se esiste ancora e alla quale si può accedere da una stradella comunale rilevata tramite approfondimento catastale. Al sopralluogo di ieri era presente oltre ad Arrigo anche il presidente di Legambiente Taormina, Annamaria Noessing.

Lo stato dei luoghi. “Si tratta di una Chiesetta del 1700 costruita da alcuni monaci basiliani della Valle d’Agro’ che avevano ottenuto dal Re lo sfruttamento agricolo del promontorio e quello della pesca in basso utilizzando lo “scaro e pagghiara “ che allora si chiamava “scaro dei Monaci” – spiega Arrigo -. Certamente fu sottoposta a vincolo paesaggistico dalla Soprintendenza di Catania, in passato competente su questo territorio. Ma non sappiamo oggi chi ne abbia il possesso ed in quali condizioni sia quella struttura. Perciò abbiamo richiesto un verifica sullo stato dei luoghi, sulla proprietà e per la tutela del bene e la possibile fruizione pubblica dello stesso”.

Concedere il sacrato. “Se l’immobile dovesse risultare essere di proprietà privata – conclude l’arch. Arrigo – chiediamo che venga almeno concesso il sacrato per l’affaccio sul mare”. Sulla ex chiesa di Sant’Andrea la Soprintendenza ha acquisito la documentazione tecnica e si muoverà adesso per accertare se la chiesa sia, come detto, di proprietà privata e se esiste ancora. “Il sentiero – rileva Arrigo – è di pertinenza comunale e dovrà essere il Comune a riaprirlo”.

© Riproduzione Riservata

Commenti