la tassa di soggiorno porta circa 3 mln nelle casse del Comune di Taormina

Taormina. Avviato un confronto tra l’Amministrazione comunale e gli albergatori di Taormina sul nuovo regolamento della tassa di soggiorno. Si è svolto, a tal riguardo, un primo summit a Palazzo dei Giurati tra il sindaco Mario Bolognari, l’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro, i consiglieri Salvo Brocato e Maria Grazia Russotti, ed il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina, Italo Mennella, e gli albergatori Pippo Trefiletti e Gerardo Schuler.

Regolamento pronto. “L’imposta nel 2019 vale per il Comune 3 milioni e 200 mila euro – ha evidenziato l’assessore Ferraro già nella recente discussione sul bilancio pluriennale -. Si tratta di somme in previsione ma di fatto sono somme in cassa, poiché già effettivamente riscosse. Il nuovo regolamento è già stato redatto e completo, e quanto prima potrà essere discusso in Consiglio comunale. E’ in corso di aggiornamento finale per renderlo conforme alle modifiche normative e qualificherà le strutture come agenti contabili di fatto”. Proprio in quest’ottica di revisione definitiva del testo si stanno confrontando i vertici della casa municipale e i rappresentanti dell’industria dell’ospitalità.

Quota 10. Tra le modifiche più significative che saranno contenute nel nuovo regolamento c’è quella che punta a “fidelizzare” il turista che trascorrerà un buon numero di giornate nella Perla dello Ionio e che deciderà di farvi ritorno: al superamento delle 10 giornate consecutive di pernottamento nella struttura, durante l’anno solare, non vi sarà più infatti l’imposizione della tassa di soggiorno. Una sorta di “bonus” che, come detto, riguarderà il turista che nei 12 mesi trascorrerà più di 10 notti nella medesima struttura, anche perché per ovvi motivi di privacy non è possibile fare valutazioni complessive tra diverse strutture. E’ confermata, poi, la qualifica delle strutture come agenti contabili e ciò varrà anche per le strutture extra-ricettive, ad esempio anche per le case vacanza.

Meno bilancio, più turismo. Ma si punta, soprattutto, ad un utilizzo più consistente del balzello da parte del Comune per la promozione, una richiesta questa che è stata rimarcata nuovamente dagli albergatori e che diventa per gli amministratori una strada inevitabilmente da seguire. La Corte dei Conti, in questi anni, ha già bacchettato l’ente locale, invitandolo ad un impiego dell’imposta che vada a rispettare le finalità istitutive riferite alla promozione del territorio e quindi al turismo. Questo aspetto è stato motivo di aspre polemiche nel corso degli anni, con le varie amministrazioni comunali che di fatto hanno utilizzato la tassa di soggiorno soprattutto per fare quadrare i bilanci. Da qui la frequente protesta non solo degli albergatori ma anche dei vari operatori economici locali.

Cambio di passo. Sull’imposta di soggiorno a Taormina anche il collegio dei revisori ha chiesto un cambio di passo: “Ci sono delle pronunce della Corte dei Conti, che ha dato delle prescrizioni ben precise. Dire, ad esempio, “verde pubblico” è come dire tutto e nulla. Bisogna impiegare questi fondi non solo per la parte corrente ma anche per la spesa di investimenti”.

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