Luigi Di Maio

Luigi Di Maio prova ad allontanare i veleni del momento difficile del Movimento Cinque Stelle e replica a chi sostiene che le elezioni regionali in Emilia Romagna segneranno un ulteriore momento di crisi per i grillini e soprattutto per la sua leadership.

Lotta agli sprechi. “Noi siamo quelli che hanno tagliato i vitalizi, ma non lo dirà mai nessuno. Siamo quelli che hanno tagliato le pensioni d’oro, ma non lo dirà mai nessuno. Siamo quelli che hanno tagliato i parlamentari, ma non lo dirà mai nessuno. Anzi, daranno credito a quello 0,1 percento che vuole tenersi stretto questo privilegio. Noi continuiamo invece imperterriti a lavorare per farvi risparmiare più soldi possibile, tagliando tutti gli sprechi che hanno messo in ginocchio questo Paese. Il resto conta poco”.

Reddito di cittadinanza. “Mentre infuriano gli attacchi contro il Reddito di cittadinanza – continua Di Maio -, noi siamo andati avanti a lavorare sodo e senza tanti proclami: è partita la fase 2 del Reddito di cittadinanza e da adesso è in vigore il decreto che permette ai Comuni di impiegare chi riceve il Reddito di cittadinanza per i cosiddetti lavori di pubblica utilità. Cosa significa? Che dovranno rendersi disponibili per 8 ore alla settimana e dare una mano al Comune dove risiedono. Potranno ad esempio fare piccola manutenzione, pulire giardini, togliere graffiti dagli edifici pubblici, aiutare anziani nelle mansioni quotidiane”.

Tre riforme in una. “Sappiamo che sono tante le esigenze, tante le necessità della vita di una comunità e sappiamo anche che molte persone che ricevono il Reddito si erano già messe al lavoro, prima dell’entrata in vigore del decreto, magari ripulendo la spiaggia, o le strade antistanti le scuole. Sono storie belle, di onestà e voglia di contribuire, che anche alcuni giornali hanno raccontato, e che sfatano il solito disfattismo secondo cui gli italiani sarebbero una massa di disonesti e approfittatori. Queste attività sono obbligatorie per chi riceve il Reddito di cittadinanza, pena il rischio di perderlo, e sono un’ulteriore risposta a chi teme che qualcuno volesse pagare le persone per non fare niente. I lavori di pubblica utilità sono un aiuto per i Comuni e segnano l’entrata nella fase 2. Reddito, lavoro, formazione: tre riforme in una che necessitano certamente di un tempo ragionevole per essere realizzate, ma che stiamo portando avanti. Perché siamo certi che cambieranno questo Paese”.

Oltre l’immobilismo. “Dopo anni di immobilismo e difficoltà del sistema Italia, siamo di fronte a un bivio importante. Lo straordinario lavoro dei nostri tecnici, del corpo diplomatico, del personale militare e dei nostri apparati di intelligence è fuori discussione. Più discutibile è, invece, la capacità mostrata dalla politica nel saper integrare e mettere a sistema queste qualità e competenze. Credo sia giunto il momento di guardare avanti e pianificare, poiché il bivio in questione proietta una scelta chiarissima davanti a noi: o iniziamo a fare squadra, oppure ci relegheremo in un angolo senza via d’uscita”.

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