Nicola Salerno

Taormina. E’ tempo d’inverno e a Taormina, come ogni anno, puntualmente torna d’attualità il “tormentone” della città vuota, con il dibattito tra chi si rammarica perché le potenzialità per fare turismo ci sarebbero, chi ne parla con toni sterili tanto per farlo, chi si realizza a suon di futili idiozie sui social network ma – per fortuna – anche con l’apporto invece sempre valido e qualificato di chi un esperto del settore lo è davvero. Quest’ultimo è il caso di Nicola Salerno, general manager di Egmont Incoming Italy.

Nessun tavolo tecnico. “Allo scoccare dell’epifania che tutte le feste porta via – afferma Nicola Salerno in un approfondimento per BlogTaormina -, puntualmente si riparla di destagionalizzare. Sui social ognuno diventa esperto proponendo una o più soluzioni. I sindacati che tutelano giustamente i lavoratori, che con i mesi lavorati non riescono a percepire il sussidio per la disoccupazione. Non deve mancare il ricordo dei tempi in cui Hotel San Domenico ad agosto chiudeva e che la clientela di una volta si poteva permettere di svernare a Taormina. I nostri amministratori, sulla carta, sono ben disposti ad un confronto, ma fino ad oggi non ho visto nessun tavolo tecnico su questo tema con gli altri attori (tour operator, albergatori, commercianti), probabilmente sarò distratto da altri fattori che muovono i flussi turistici”.

Paese balneare. “Una cosa è certa – continua l’esperto -: passeggiando alle 20:00 sul Corso Umberto ho avuto l’impressione di vivere in un paese balneare, tutto chiuso, riflettendo che forse sono anche fortunato ad abitare a Trappitello almeno c’è la scelta di un caffè in differenti bar o poter fare la spesa sia in bottega che al supermercato. Adesso scherzi a parte, ma veramente credete che senza una seria programmazione si possa fare turismo, e non penso minimamente alla destagionalizzazione, ma a confermare i numeri che siamo abituati ad avere? Siamo negli anni del movimento “Friday for future”, dell’effetto di Greta Thumberg, la ragazzina di sedici anni che è stata eletta persona dell’anno dal Times, del flight shame (vergogna di volare perché i voli inquinano l’aria che respiriamo), dello slow tourism. Questi sono gli anni della messa al bando della plastica negli hotels, aerei e navi da crociera divenuti carbon free”.

L’interrogativo. “Il turismo accessibile è in crescita – evidenzia Salerno – ed oltre un quinto della popolazione mondiale ha necessità di maggiori facility durante i loro viaggi. Catene alberghiere, una su tutte la Scandic hotels che ha un concetto delle “Hotel rooms for All” il concetto di rendere senza difficoltà il soggiorno non solo nei viaggiatori con disabilità fisiche, ma si guarda ai turisti più anziani e a coloro che sono affetti da particolari allergie. In Asia si stanno attrezzando con App super veloci, in America Latina un terzo dei consumatori acquista il prodotto turistico attraverso il web, il Medio Oriente diventa incubatore di start-up. In un mondo così tecnologicamente avanzato e con gli occhi puntati sulla sostenibilità Taormina dove si colloca? E qui la domanda sorge quasi spontanea: cosa si sta facendo per non perdere i flussi turistici che attualmente abbiamo, perché il rischio è quello di restare indietro e perdere fette di mercato a favore di altre destinazioni che rispecchiano i trend attuali”.

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