la petizione a Taormina per modificare la Naspi

Taormina. Numerosi lavoratori stagionali hanno firmato nella giornata di domenica a Taormina, in piazza Santa Caterina, la petizione della Fisascat Cisl Messina sull’emergenza che sta interessando migliaia di addetti ai lavori del comparto turismo e commercio, per i quali la Naspi è già terminata ed è iniziato un inverno di estrema difficoltà, da affrontare senza alcun sussidio per sopravvivere. Una condizione drammatica che investe in termini economici e sociali i lavoratori e le loro famiglie e per questo la richiesta che si intende così riproporre al governo è quella di procedere ad una modifica della Naspi e di un rifinanziamento dell’Ape Social (sulla quale vi è la copertura finanziaria al momento soltanto per il 2020).

Naspi finita. I lavoratori stagionali del turismo in gran parte hanno finito di lavorare il 30 ottobre scorso, ed in alcuni casi anche prima, e per loro il beneficio del percepimento della Naspi (3 mensilità o per alcuni 2 mesi e mezzo) si è conclusa in questi primi giorni di gennaio o addirittura già alle porte dello scorso Natale. Per questo in tanti hanno firmato anche ieri mattina la petizione della Fisascat Cisl Messina.

Lotta ad oltranza. “Non ci fermiamo e anche nei prossimi giorni continueremo a raccogliere le firme – affermano Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo, responsabili della Fisascat Cisl Messina -. Il governo deve ascoltarci, non può ignorare il grido di dolore di tutti i lavoratori che dovranno vivere da gennaio sino ad aprile-maggio senza percepire un euro, in una condizione di grande difficoltà per il sostentamento delle famiglie. Non è ammissibile che i lavoratori vengano privati del diritto ad un salario e soprattutto del diritto al rispetto della loro dignità. Così non si va più da nessuna parte e, se il governo non intende attivarsi subito per cambiare questo deprecabile stato di cose, i lavoratori sono pronti a scendere in piazza come avvenne nel 2015 quando Taormina fu una delle tre piazze nazionali della protesta nazionale (insieme a Roma e Milano).

L’inaccettabile prospettiva. “I lavoratori – continua la Fisascat Cisl – chiedono lavoro, e lamentano innanzitutto una situazione che li ha costretti a doversi accontentare ormai di contratti che non hanno più la durata del passato, quando si arrivava ad un impiego di 8 mesi. Oggi, a fronte di contratti di 5 o 6 mesi, ci si deve accontentare di soli 3 mesi o 2 mesi e mezzo di indennità di disoccupazione e nella rimanente parte dell’anno, cioè in inverno, come si fa a sopravvivere? Vogliono costringere i lavoratori alla fame o ad andare via all’estero, a fare la stagione invernale lontani dalle loro famiglie, come avveniva mezzo secolo fa? Noi a questa inaccettabile prospettiva non ci stiamo e lotteremo per cambiare la situazione”.

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