una bellissima immagine di Amalfi

Taormina. Come sempre, archiviate le festività di fine/inizio anno Taormina chiude, va in letargo e tanti saluti sino a Pasqua. La storia la conosciamo ormai alle perfezione. Ma fare turismo d’inverno è davvero così impossibile? Ad Amalfi hanno scelto di rimanere aperti. In costiera stanno scommettendo sulla bassa stagione con la convinzione di ribaltare il solito cliché in tre mosse: azzerata la tassa di occupazione del suolo pubblico, tariffe dei parcheggi al minimo e turnazioni per le ferie.

Leggere e riflettere. E’ un esempio al quale guardare con attenzione, a prescindere ovviamente dalle futili idiozie di chi da queste parti si affretterà subito a commentare rivendicando che “Taormina non è Amalfi”, “Amalfi non è Taormina” e supercazzole varie, industriandosi con il trito campionario social delle perle da Napalm di turno. 

La scelta da fare. Bisogna essere consapevoli delle similitudini e delle differenze, vale nel parallelismo con Amalfi come in qualsiasi altro confronto tra Taormina e ulteriori mete turistiche. Occorre riflettere e guardare poi in casa propria per capire una volta per tutte in che direzione andare nella bassa stagione: arrendersi per andare a dormire (e svernare…) oppure provarci e credere che il trend si possa ribaltare.

Ecco cosa scrive Repubblica in un approfondimento, a firma di Pasquale Raicaldo, dedicato alla scelta fatta per la stagione invernale ad Amalfi.

Aperture ad hoc. “L’inverno è la stagione più bella per scoprire Amalfi. Lontano dalla ressa estiva, la città è slow, con tutto il tempo e lo spazio necessari ad appropriarsi della sua bellezza”. Così parla il sindaco Daniele Milano, l’uomo della “destagionalizzazione”: prima ristoranti e alberghi chiudevano bottega ai primi freddi, oggi la musica nella perla della Costiera sembra decisamente cambiata. E Amalfi – come da slogan d’ordinanza – non chiude d’inverno. Certo, per dialogare con gli esercenti – predisponendo un piano di apertura ad hoc che preveda turnazioni in grado di garantire un’offerta adeguata ai turisti – il Comune ha dovuto mettere in campo qualche incentivo: azzerata la tassa per l’occupazione del suolo pubblico nei mesi invernali; da 4 euro all’ora a uno appena per la sosta degli autoveicoli nei parcheggi centrali, da piazza Flavio Gioia alla Berma Portuale, una misura che strizza l’occhio al cosiddetto turismo pendolare locale, quello del mordi e fuggi.

Saracinesche alzate. “Oggi sembra tutto scontato – sottolinea il primo cittadino – ma cinque anni fa siamo stati il primo comune della Costiera ad adottare il piano delle aperture invernali. E in questo lasso di tempo abbiamo assistito ad un cambiamento della città: non più saracinesche chiuse all’unisono, ma turnazione tra le attività e servizi sempre presenti per i residenti ed i turisti che trovano la giusta accoglienza anche in bassa stagione”.

Tutti chiusi, anzi no. “Si chiama destagionalizzazione: quel che non riesce alle isole (a Ischia e Capri la polemica è all’ordine del giorno) qui è ormai realtà quasi consolidata. Grazie a un’ordinanza ad hoc che parte da una considerazione: “i titolari dei pubblici esercizi concentrano i loro periodi di ferie nei mesi di gennaio e febbraio, per cui in questi periodi non soltanto l’utenza turistica ma anche l’intera popolazione residente, resta priva di un servizio pubblico essenziale a causa della chiusura contemporanea di quasi tutti i bar ed i ristoranti presenti sul territorio comunale, benché numerosi”.

Calendario imposto. “Di qui la decisione di disporre un calendario ufficiale delle aperture di gennaio (a proposito: albe e tramonti di questo primo scorcio d’anno sono mirabili) e febbraio. Che traduce in concreto la piena adesione del commercio amalfitano. Qui, a quanto pare, gestori di bar e ristoranti ci credono, eccome. “A premiarlo una città più autentica, senza traffico e senza turismo di massa”, chiosa il sindaco. Amalfi d’inverno, perché no?”. 

© Riproduzione Riservata

Commenti