Fisascat Cisl in piazza per la modifica della Naspi

Taormina. Non si ferma la protesta dei lavoratori stagionali di Taormina e dell’intero comprensorio rimasti senza alcun sussidio da qui all’inizio della prossima stagione turistica. Mentre il beneficio della Naspi è già finito e un inverno drammatico di sofferenza, a tutti gli effetti, è invece iniziato, a Taormina domenica mattina (12 gennaio) – a partire dalle ore 10 – in piazza Santa Caterina è stato previsto dalla Fisascat Cisl Messina un nuovo presidio per la raccolta firme della petizione da presentare al governo. Taormina, dunque, si conferma cuore pulsante e capitale della battaglia dei lavoratori stagionali sulla Naspi.

Naspi e Ape Social. “Chiediamo ai lavoratori stagionali – affermano i responsabili del sindacato, Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo – di venire a firmare in massa la richiesta di revisione della Naspi ed il rifinanziamento dell’Ape Social per i prossimi anni (sin qui è stata rifinanziata soltanto per il 2020). Il ministro del Lavoro non ha dato nessuna risposta alle istanze dei lavoratori e continua a perseguire una politica improntata sull’erogazione del Reddito di Cittadinanza, che non può essere la risposta e la soluzione ai problemi dei cittadini e non crea lavoro. Così non si va più da nessuna parte. I lavoratori stanno vivendo un dramma, è mortificante dove affrontare un intero inverno sapendo che la Naspi è terminata a dicembre e sino ad aprile o maggio non si percepirà nemmeno un euro per mandare avanti la propria famiglia”.

Rispetto per i lavoratori. “Questa non è giustizia sociale – continua il sindacato -, così si manca di rispetto a migliaia di lavoratori che non soltanto devono garantire le necessarie condizioni di vivibilità alle proprie famiglie, ma che rappresentano una presenza fondamentale per l’economia del territorio, soprattutto in Sicilia e a maggior ragione qui nel primo polo turistico siciliano. Vogliamo forse costringere tutti questi lavoratori a dover tornare a fare la stagione invernale al Nord Italia o all’estero come accadeva negli Anni Cinquanta-Sessanta? A questo stato di cose noi non ci stiamo, i lavoratori sono pronti a scendere nuovamente in piazza e a riproporre la grande protesta che già nel 2015 ebbe a Taormina una delle tre sedi italiane (con Roma e Milano) scelte dalla Fisascat Cisl per la protesta nazionale contro il governo”.

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