Taormina. La casa municipale prepara la “controffensiva” per intercettare gli evasori e i morosi che sin qui hanno negato al forziere di Palazzo dei Giurati la cifra record di oltre 12 milioni di euro di tasse non pagate. Per questo l’Amministrazione sta predisponendo un bando ad hoc per la riscossione coattiva dei tributi. Si va verso il recupero forzato nel tentativo di far rientrare nelle casse comunali almeno una parte della maxi-cifra che sin qui, come evidenziato dall’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro, “è rimasta nelle tasche dei contribuenti”.

Il buco nel forziere. Sui circa 30 milioni di entrate tributarie che il Comune di Taormina dovrebbe riscuotere, ce ne sono disponibili 17 milioni, mentre ne manca all’appello una considerevole fetta che, come detto, si attesta a quota 12 milioni 142 mila euro. Così si andrà ad esternalizzare l’attività di recupero delle somme ed il tentativo di recupero del credito prevederà 4 fasi a cui corrisponderà un progressivo maggiore onere per l’utente: il sollecito, l’ingiunzione di pagamento, l’eventuale azione cautelare e poi quella esecutiva.

Ganasce fiscali. Si sta predisponendo, intanto, una ricognizione con le diverse tipologie di entrata, che gli utenti dovranno saldare. Bisognerà, da qui a breve, stabilire quali azioni verranno intraprese al fine di recuperare i crediti che non risultano riscossi e le ipotesi qui consentite dalla legge vanno dall’iscrizione di fermo amministrativo su un bene mobile registrato (auto, moto), e quindi le cosiddette “ganasce fiscali”, all’ipoteca legale su un immobile di proprietà.

Traguardo minimo. L’obiettivo di partenza è quello di poter cominciare a far rientrare in una prima fase almeno 3 milioni e mezzo, elevando la capacità di riscossione, anche per rimanere nei parametri indicati dalla Corte dei Conti. Sono già stati emessi avvisi di accertamento per annualità pregresse, ad esempio riguardanti Imu e Tasi per l’annualità 2014­2015 e Tari per il periodo 2014­-2018.

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