la vigilanza armata all'ospedale di Taormina

Taormina. A pochi giorni dalla prevista conclusione della vigilanza armata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Vincenzo c’è preoccupazione a Taormina. Il timore è che il servizio in vigore dallo scorso settembre venga sospeso e che si possano riproporre episodi di tensione o di violenza nel reparto di contrada Sirina.

Sospensione in vista. Preoccupazione, in tal senso, è stata espressa dal Tribunale dei Diritti del Malato di Taormina-CittadinanzAttiva, diretto dalla dott.ssa Agata Polonia. Il 16 gennaio è prevista, al momento, la conclusione del servizio di vigilanza armata in atto affidato dall’Asp alla Ksm dallo scorso settembre. Il servizio era stato attivato allora il 16 settembre sino al successivo 15 ottobre scorso, e poi prorogato con incarico alla medesima ditta sino al 16 gennaio prossimo. Ora il timore è che la preziosa presenza di questa figura che garantisce la sicurezza di operatori sanitari e pazienti non venga confermata. “Siamo preoccupati e a nome dei cittadini, e quindi i numerosi utenti che fruiscono dell’attività di questo reparto, chiediamo che il servizio venga confermato al fine di garantire la necessaria sicurezza”, ha detto la dott.ssa Polonia.

Proseguire il servizio. “Siamo fiduciosi che la direzione generale dell’Asp saprà trovare la giusta e opportuna soluzione per garantire la prosecuzione del servizio, prevedendo ove possibile – in termini logistici – anche alcuni correttivi atti al miglioramento delle modalità di svolgimento dei turni da parte del personale di vigilanza”, ha aggiunto la dott.ssa Polonia.

Sicurezza e serenità. La vigilanza armata h24 ha garantito sinora la giusta condizione di sicurezza e serenità nel reparto di Pronto Soccorso di Taormina, rappresentando un argine agli episodi di violenza e le ripetute intemperanze con aggressioni che si erano verificate al personale medico ed infermieristico, con relativi rischi anche per i cittadini che si recano in ospedale. Quel clima di tensione e di paura non può e non deve ripetersi. Tra l’altro il pericolo di ulteriori episodi di violenza, prescinde dal fatto che si tratti di alta stagione o bassa stagione, trattandosi di un reparto che è soggetto ad accogliere costanti flussi elevati di pazienti e con relative lunghe attese di diverse ore nell’arco di tutto l’anno, soprattutto tenendo conto delle tante persone che arrivano dalla zona dell’etneo.

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