la festa di Don Bosco a Taormina nel 2013

Taormina. Finisce con un sostanziale nulla di fatto la causa tra l’Opera Salesiana San Giovanni Bosco e il Comune di Taormina. A cinque anni di distanza dal ricorso che era stato a suo tempo presentato al Tar di Catania dall’Istituto Salesiano, infatti, il giudizio tra le parti è stato dichiarato “estinto”. Come si ricorderà, lo storico oratorio dei Salesiani a Taormina ha chiuso i battenti l’1 ottobre 2015 dopo 104 anni di attività. In previsione di quella chiusura, il Consiglio comunale deliberò nel 2013 un vincolo sui beni ubicati nella salita Acropoli per impedire il cambio di destinazione d’uso dei locali. Per questa ragione i Salesiani hanno quindi presentato un ricorso al Tar di Catania contro il Comune. Secondo l’Ispettorato salesiano, in sostanza, la casa municipale non avrebbe il titolo per imporre sull’immobile una finalità esclusivamente sociale. Non è stata accettata dai religiosi la delibera di Consiglio per impedire una eventuale trasformazione dei locali in attività ricettive o residenziali. Ma, di fatto, a quel ricorso non hanno fatto seguito ulteriori sviluppi e dei pronunciamenti sulla questione.

L’incarico. Così il Comune di Taormina, nel liquidare adesso le spese per l’attività svolta dal legale allora nominato nel maggio 2014 a difesa dell’ente, l’avvocato Alessandro Rasconà, in un’apposita determina dirigenziale comunica “l’estinzione del giudizio innanzi al Tar Sicilia sezione di Catania per perenzione ultra-quinquennale, data l’assenza di nuova domanda di fissazione di udienza entro i termini di legge”. La perenzione, in sostanza, è un istituto del processo amministrativo in base al quale se le parti non compiono alcun atto di procedura il processo si estingue. Si tratta di una situazione che si verifica in assenza di “atti di impulso processuale”, e se dopo il deposito del ricorso non viene presentata istanza di discussione entro un termine massimo stabilito dalla legge, quando “non sia stato compiuto alcun atto di procedura”.

Scenario incerto. La causa è finita, conclusa in modo interlocutorio e con un nulla di fatto che, per forza di cose, è destinato a consegnarsi a tante riflessioni e altrettanti interrogativi. Ancora oggi, nel frattempo, sul futuro dei beni che hanno fatto parte della vita dell’Oratorio Salesiano è sceso un silenzio tombale, rimane l’incertezza più assoluta che si presta a varie interpretazioni e, al di là di periodiche voci e sterili sussulti di paese, non si sono concretamente registrati sviluppi significativi in questi cinque anni. Lo storico ormai ex campetto da calcio, insieme ai terreni sovrastanti dell’orto, è stato da tempo già venduto ad un privato dell’etneo. Si era ipotizzata la realizzazione in questo caso di un parcheggio a due piani con ingresso dalla via Circonvallazione, ma i lavori di rifunzionalizzazione dell’area non sono mai partiti. Nulla si è mosso anche per i locali dell’ex scuola.

In vendita. Erano finiti a suo tempo in vendita il cineteatro ed i saloni siti sopra la chiesa di San Giuseppe ma sin qui non ci sono state novità e gli immobili sono rimasti chiusi. Si era temuta a suo tempo proprio l’eventuale vendita a privati con una possibile trasformazione di tutti i vari ambienti, (compresa la villa dove risiedevano i padri salesiani) in una struttura ricettiva, ma poi non è accaduto nulla e dopo 5 anni regna sovrano un silenzio nel quale c’è dentro tutta l’amarezza dei taorminesi per come si è conclusa la storia dell’Oratorio Salesiano. Un pezzo di storia di Taormina che non meritava quella fine.

© Riproduzione Riservata

Commenti