Marco Marchi

Finisce la lunga storia dell’agenzia “Silvestri Travel” e a Taormina, nell’immobile di Corso Umberto 143-145, inizia un’altra storia molto diversa ma a suo modo molto interessante. Nella capitale del turismo siciliano sta per sbarcare Liu Jo, il marchio che fa capo a Marco Marchi, il giovane imprenditore carpigiano da più parti considerato come l’imprenditore italiano dell’anno appena trascorso.

La scalata. Dal tessile abbigliamento di Carpi, Marchi ha dato il via ad una clamorosa scalata ad alti livelli che lo sta vedendo protagonista assoluto per la capacità di acquisire licenze e marchi di qualità, con le joint venture del marchio Liu Jo al centro di una crescita esponenziale fra calzature, gioielli, orologi, pelletteria, collezioni Uomo, occhiali, profumi, textile e living collection.

Numeri da boom. La progressione del fatturato del patron di Liu Jo è clamorosa, ed è passato in dieci anni dai 203 milioni del 2009 ai 367 del 2018 (l’aspettativa del 2019 è di sforare la barriera dei 400), con una redditività che nello stesso periodo è salita, sia pure rallentata negli ultimi due anni, da 12 a 34,6 milioni. Insomma un vero e proprio boom, di fronte al quale Marco Marchi non vuole fermarsi e adagiarsi sugli allori. L’imprenditore marchigiano investe e non la fa a caso, sta spendendo soldi veri ma con una strategia lungimirante, premiata dai risultati e dalla capacità di calibrare la portata delle sue acquisizioni.

L’operazione Blufin/Blumarine. “Nella Coin spa, per esempio – si legge in un approfondimento dedicatogli dal portale specializzato Voce.it -, dove Marchi è entrato a ottobre di quest’anno, con una quota del 15 per cento attraverso un aumento del capitale, assicurandosi così una presenza importante in un gruppo che possiede 43 punti vendita in tutta Italia, cento store a insegna Coincasa tra Italia ed estero e che, con i premium contemporary department store, è presente a Roma Cola di Rienzo, a Trieste Corso Italia e a Milano Citylife Shopping District. E poi l’operazione che più ha gratificato Carpi, con l’acquisto di Blufin/Blumarine, di cui ha preso possesso il 2 dicembre scorso, chiudendo un tormentone durato un anno intero e confidando in buoni sviluppi.

L’Arnault italiano. È stata la circostanza che ha rivelato l’esistenza anche di un altro piano di ambizioni espansive di Marchi: quella holding Eccellenze italiane, capofila di Liu Jo, Blufin e di quello che potrebbe venire in futuro, indicata da Marchi, in una recente intervista al Corriere della Sera, come il possibile “polo per giocare una partita tipo quella dei francesi”. Un riferimento non casuale perché Marchi è già stato definito come “l’Arnault italiano”, ed è stato quindi accostato al magnate di Lvmh, il terzo uomo più ricco del pianeta, che proprio a Taormina possiede l’Hotel Timeo e l’Hotel Villa Sant’Andrea. Marco ha ancora tanta strada da percorrere ma è uno che ama le sfide e ha tutta l’intenzione di continuare a far crescere il suo impero.

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