l'ulo delle vergogne da affrontare a Taormina

Taormina. Inizia il nuovo anno e l’aspettativa a Taormina è che il 2020 possa portare novità risolutive sui tanti problemi della città o almeno per risolverne una parte. Tra le criticità da affrontare proviamo a riassumere quelle più significative che attendono una svolta.

Capalc. Doveva essere la scuola professionale per il turismo della città, è il simbolo elevato alla radice quadrata dei fallimenti della politica taorminese degli ultimi 30 anni. Immobile che potrebbe essere una risorsa per il Comune e per il territorio ma ormai ridotto all’oblio totale. Inutilizzato e abbandonato, depredato e deprezzato: Jessica Fletcher è sulle tracce degli accattoni che hanno rubato forchette, poltrone e lenzuola. O si riqualifica o si vende, ma di questo passo il valore crolla. L’ora è fuggita, svegliarsi e decidere in fretta.

Le Rocce. L’ex villaggio turistico è di proprietà dell’ex Provincia regionale di Messina ma è un bene da restituire a Taormina e ai taorminesi, dove Taormina può e deve dire la sua. Verrebbe da dire stramaledetto il giorno in cui l’ex Provincia ne è diventata titolare del bene per poi fregarsene altamente. Dopo 40 anni di degrado l’oasi sembrava destinata a rinascere ma è stata soltanto un’effimera (e discussa) parentesi. Encefalogramma piatto, impedire il funerale.

Piscina comunale: E’ chiusa da 3 anni e non riaprirà più con la destinazione di piscina. Il problema è che di questo passo l’ex struttura natatoria diventerà, in ogni caso, una vecchia “bagnarola” irrecuperabile e da buttare giù. O forse è meglio demolire a prescindere?

Mazzeo. Abbandonata da tempo immemore. Per la serie andateci d’estate, fatevi un bagno e prendete il sole e una granita da luglio a ferragosto. Poi dal 1 settembre qui si affoga nel nulla, con tanti saluti a lor signori “mazzioti”. Nel “gioiello” trascurato della Taormina mare il tempo si è fermato a 30 anni fa, la politica fa qualche annuncio ogni cinque anni e poi se ne frega: forse sarà l’anno buono almeno per acquisire il lungomare dal demanio. E’ chiedere troppo che venga rifatta la pavimentazione attuale talmente usurata da fare ormai schifo?

Villagonia. Stessa musica, stesso di Mazzeo. Frazione dimenticata. Attorno alla stazione dei treni il degrado cosmico e la sera, primo o poi, arriverà Kevin Costner per il remake di “Balla coi lupi”. Riqualificazione urbana: sconosciutissima illusione, chi l’ha mai vista? L’ultimo intervento degno di nota da queste parti risale all’era di Barbie e Coccolino.

Casa Grandmont. Era l’asilo di Taormina, è diventato un deposito di scartoffie del Comune che cade a pezzi. L’intenzione è quella di recuperarla e sarebbe pure ora. Altro schiaffo alla storia che esige uno scatto d’orgoglio.

Golf. Terreni privati, proprietà privata ma l’opera interessa eccome la città e l’economia del territorio, soprattutto per dare un’alternativa al “deserto dei tartari” di ogni inverno. Cantiere fermo dal 2011, poi soltanto un fiume di chiacchiere. Convocare i padroni di casa al palazzo comunale: tempo scaduto, allora si riparte sì o no?

Polizia municipale. La capitale del turismo siciliano con 1 milione di turisti in città ogni anno e la miseria di 7 vigili urbani in organico: roba da non crederci. Che sia l’anno buono per i rinforzi e – se necessario – andare a battere i pugni con una trasferta ad hoc dai notabili scalda sedie del Viminale. Taormina è Taormina. O no? Please.

Ex circolo del forestiero. Altro simbolo di “masochismo” in salsa taorminese e un altro immobile di valore da 30 anni (o quasi) in abbandono. Forse arrivano i fondi regionali per ristrutturarlo. Da recuperare, senza se e senza ma.

Trappitello. Dovrebbe essere la spalla perfetta di Taormina centro per fare cose diverse e complementari e invece in città c’è ancora chi la considera periferia dormitorio, con una pletora di dotti invertebrati che, soprattutto sui social, inneggia ad antagonismi paesani da bar. L’alternativa invernale ai concerti estivi al Teatro Antico va realizzata qui. Chiamate un Tso se vi dicono che a Taormina tutto va concentrato nel perimetro di Corso Umberto.

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