il Comune di Taormina si affida alla tecnologia

Il Comune di Taormina si prepara ad un altro anno di “sofferenza” per la ben nota carenza di personale in organico negli uffici municipali e per l’impossibilità – almeno per il momento – di poter fare delle assunzioni in sostituzione di chi va in pensione. E allora il sindaco Mario Bolognari anticipa la soluzione che l’Amministrazione è intenzionata, nel frattempo, a concretizzare per tamponare l’emergenza in attesa di una svolta sull’opportunità di integrare nuove risorse umane.

Sos tecnologia. “Siamo preoccupati – ha affermato il primo cittadino – ma occorrono a questo punto nuove idee, anche ricorrendo a sistemi tecnologici che ci diano una mano. Le aziende private si reggono anche sulla base del fatto che diminuiscono il costo del lavoro, aumentando il livello di tecnologia che viene adoperata in tal senso. Stiamo già operando in questa direzione per far fronte all’emergenza e ci sono servizi che anche con poco personale o senza personale riuscirà ad erogare, comunque, i servizi”.

Quota 100. “Il Comune ha avuto e continua a soffrire diverse problematiche – ha spiegato il sindaco – . Molti dipendenti sono andati in pensione e altri andranno da qui a breve. Quota 100 ha aggiunto ulteriori elementi di preoccupazione ad un processo che colpisce in termini diretti il personale comunale che qui ha un’età media abbastanza avanzata e pertanto già da anni era prevedibile che si sarebbe arrivati ad un numero esiguo di risorse umane in servizio. Ciò mette a rischio alcuni uffici e non sempre le soluzioni che si possono trovare poi sono ottimali.

Basta con il decentramento. “Va anche detto, che per troppi anni si è portato avanti il principio della bontà del decentramento e si è teorizzata la bontà di una strategia atta a creare delle delegazioni nelle frazioni ma oggi questo è assolutamente improprio ed è uno spreco di risorse che non porta un miglioramento del servizio. I servizi vanno non decentrati ma concentrati ed erogati direttamente a casa. Oggi ci sono servizi che possono essere dati con misure diverse e per questo abbiamo avviato una riorganizzazione delle aree e dei servizi, prevedendo un terzo livello di uffici che è entità autonoma in grado di fare procedimenti completi e con un responsabile del servizio. Non basta sistemare ciò che c’è ma bisogna pensare anche alla situazione tra due o tre anni”.

Outsourcing. La strada, insomma, che si pensa di percorrere è quella della tecnologia, magari anche attraverso l’outsourcing (parola inglese traducibile letteralmente come “approvvigionamento esterno”), ricorrendo a quelle pratiche adottate dalle imprese o dagli enti pubblici che sempre più spesso decidono di ricorrere ad altre imprese e aziende esterne per lo svolgimento di alcune fasi del proprio processo produttivo o fasi dei processi di supporto.

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