la funivia Taormina-Mazzarò

Taormina. “Verificare la procedura dei sistemi di videosorveglianza della funivia e garantire sicurezza e privacy degli operatori e dell’utenza”: è la richiesta avanzata dal sindacato Faisa Cisal sulla funivia Taormina-Mazzarò con una nota inviata al liquidatore dell’azienda municipalizzata e per conoscenza al sindaco e alla presidenza del Consiglio comunale.

La questione. “Il Regolamento di videosorveglianza finalizzato allo scopo di tutelare il patrimonio aziendale approvato con delibera del Cda n.16 del 19 febbraio 2009 – spiega il segretario aziendale, Concetto Pirri – prevede all’articolo 4 la delega delle funzioni da parte del titolare, l’articolo 5 prevede poi la nomina degli impianti; l’art.4 della Legge 300/70 (Statuto dei lavoratori) prevede che i sistemi di videosorveglianza possano essere istallati in azienda, in cui operano più di 15 dipendenti, esclusivamente in presenza di un “accordo sindacale con i sindacati di categoria territoriali” o, in mancanza di accordo, presentare istanza di autorizzazione alla Direzione Provinciale del Lavoro, inoltre, l’art.4 della Legge 300/70 e il decreto legislativo 196/2003 (Codice della Privacy) vietano l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza per il controllo a distanza dei lavoratori”.

La spia luminosa. “E’ obbligatorio informare i dipendenti e i clienti – evidenzia Pirri – che i locali aziendali sono videosorvegliati, nominare un rappresentante addetto alla videosorveglianza scelto dai dipendenti, le telecamere devono essere installate in modo da inquadrare i luoghi di lavoro più esposti al rischio di furti o rapine e la ripresa dei dipendenti deve avvenire secondo il criterio dell’ occasionalità esclusivamente al fine di tutelare maggiormente i beni aziendali e la sicurezza e le telecamere devono essere dotate di spia luminosa che si accende in caso di visione in tempo reale delle immagini, l’apparecchiatura per la registrazione delle immagini deve essere custodita in modo da garantire la sicurezza, la visione delle registrazioni (salvo che venga effettuata dalle Forza dell’Ordine per indagini) potrà avvenire solo in presenza dell’addetto alla videosorveglianza scelto dai dipendenti. Ad oggi non risulta un accordo con organizzazioni sindacali di categoria territoriali e aziendali”.

Fare chiarezza. Per questo il sindacato ha chiesto la produzione di una serie di atti, tra cui istanza di autorizzazione al Dpl – Dipartimento Provinciale del Lavoro e relativo nulla osta, certificazione di conformità dell’istallazione del sistema di videosorveglianza e comunicazione Asm che informa i dipendenti della presenza della videosorveglianza in funzione; nonché copia della piantina di dislocazione e angolazioni di telecamere, Dvr e monitor. Inoltre “il nominativo dell’incaricato (dipendente) alla videosorveglianza che possiede la seconda password, indispensabile per accedere alle immagini registrate deve essere nominato tramite elezione di tutti i lavoratori, e non nominato dal liquidatore (determina n.244 del 23 giugno 2016)”.

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