il capo politico del M5S, Luigi Di Maio

Taormina. Il 2020 potrebbe portare alcune novità per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza di tutta Italia. A Taormina, in tal senso, sono 174 i residenti per i quali è stata accolta a suo tempo l’apposita domanda per l’assegnazione del sussidio. Nella fattispecie, per quanto riguarda il reddito il premier Giuseppe Conte sarebbe pronto a correggere la cosiddetta fase 2, ovvero la prospettiva occupazionale della misura (interventi su navigator, ruolo di Anpal e rapporti con gli enti locali), con il Pd che invece chiederebbe una stretta sui paletti che consentono l’accesso al sussidio.

Scontro in maggioranza. Sulla questione si è aperto uno scontro tutto interno al governo. La ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, l’esponente renziana di Italia Viva, in un’intervista a Repubblica ha dichiarato: “Non ci siano totem. Quelle risorse vanno indirizzate in modo più proficuo. Sul reddito di cittadinanza facciamoci una domanda e diamoci una risposta: quelle risorse vanno indirizzate in modo più proficuo”. La replica del Movimento Cinque Stelle è arrivata con la senatrice ed ex ministro Barbara Lezzi: “Alla Bellanova fa schifo il reddito di cittadinanza. La maggioranza del governo di cui fa parte non ha intenzione di abrogarlo anzi intende migliorarlo. Perché non si dimette? Perché non lascia l’incarico e fa cadere il governo per andare a nuove elezioni?”.

La sforbiciata. Ma c’è anche l’ipotesi concreta di una sforbiciata in arrivo per gli attuali beneficiari del Reddito di Cittadinanza. A partire da gennaio 2020 – come rilevato da Qui Finanza – sono più di 100mila le persone che rischiano di perdere il diritto alla fruizione del Reddito di Cittadinanza. Chi al momento percepisce questo aiuto da parte dello stato, come i ben informati sapranno, ha il dovere di presentarsi alle convocazioni dei Centri per l’Impiego e di avviare – sotto la guida dei Navigator – il proprio percorso di inserimento lavorativo. Ad oggi, però, sono 91 mila quelli che hanno disertato gli appuntamenti. Questo vuol dire che, come prevede la legge, le loro card potrebbero essere disattivate, e proprio a partire dall’anno nuovo.

Fine della prova. Secondo quel che ricorda e sottolinea il Messaggero, i beneficiari della misura dovevano essere convocati nei centri per l’impiego per firmare il contratto che li impegna a trovare un impiego già entro 30 giorni dal riconoscimento del bonus, “ma considerato che le chiamate sono partite solo all’inizio di settembre a causa di problemi tecnici si è scelto di chiudere un occhio in questa fase come si trattasse di una sorta di periodo di prova”. Ora si dovrà, inevitabilmente, iniziare a fare sul serio.

Verso la fase 2. Intanto, a Taormina il meetup grillino dei “Taorminesi in Movimento” ha chiesto al Comune di predisporre le procedure amministrative necessarie per la realizzazione della “fase 2” del Reddito di Cittadinanza. In una nota gli esponenti locali del Movimento Cinque Stelle hanno evidenziato, infatti, che “il Comune di Taormina, da tempo ha una carenza organica su quasi tutte le figure professionali, non è in grado di indire nuovi bandi per i settori tecnico-amministrativi, tanto che, per sopperire a tale carenza, l’Amministrazione medita varie soluzioni alternative”.

“Fondo Povertà”. “L’attivazione dei progetti – affermano i “Taorminesi in Movimento” per l’impiego degli aventi diritto al Reddito di Cittadinanza in servizi socialmente utili, non può che portare solo effetti positivi per la collettività, dato che i beneficiari, per continuare a percepire il sostegno economico, devono stipulare il patto per il lavoro o per l’inclusione sociale e svolgere lavori da 8 a 16 ore a settimana. Nell’ambito dell’attuazione del Reddito di Cittadinanza, ai comuni, che competono funzioni amministrative e organizzative, sono state assegnate cospicue risorse inerenti il “Fondo Povertà” per il rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali, e che possono essere impiegati anche per ulteriori esigenze dell’Amministrazione”.

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