Quota 100 svuota il Comune di Taormina

Taormina. “Il Comune di Taormina soffre i continui pensionamenti, in questo momento non può assumere nessuno anche se dispone di un tesoretto di Un milione e 300 mila euro. Questa somma non può essere spesa se prima non verranno approvati tutti i documenti contabili dell’ente in tempi ragionevoli. Solo a quel punto il fabbisogno del personale potrà essere integrato, se ci autorizzerà il Ministero dell’Interno”. Lo ha dichiarato il sindaco di Taormina, Mario Bolognari nell’incontro delle festività di fine anno con il personale del Comune, nel quale il primo cittadino ha fatto il punto sulla situazione di Palazzo dei Giurati, che in vista del 2020 punta a risolvere i problemi di bilancio e proverà ad uscire dai vincoli strettissimi dell’attuale fase di predissesto.

Effetto Quota 100. In buona sostanza, la riforma Quota 100 sta progressivamente svuotando il Comune, come evidenziato già nei mesi scorsi da BlogTaormina. Si stanno accelerando le procedure di pensionamento di diversi dipendenti che hanno già lasciato il loro posto quest’anno, e con altri che faranno lo stesso nel 2020. “Fuga” per la pensione, si potrebbe metaforicamente dire, con i dipendenti che lasciano i loro posti senza che poi, almeno per ora, quei posti possano essere coperti da nuovo personale. E gli uffici rimangono sguarniti.

Uffici a rischio. “Il Comune ha avuto e continua a soffrire diverse problematiche – ha spiegato Bolognari – . Molti dipendenti sono andati in pensione e altri andranno da qui a breve. Quota 100 ha aggiunto ulteriori elementi di preoccupazione ad un processo che colpisce in termini diretti il personale comunale che qui ha un’età media abbastanza avanzata e pertanto già da anni era prevedibile che si sarebbe arrivati ad un numero esiguo di risorse umane in servizio. Ciò mette a rischio alcuni uffici e non sempre le soluzioni che si possono trovare poi sono ottimali”.

Stop al decentramento. “Va anche detto – continua Bolognari -, che per troppi anni si è portato avanti il principio della bontà del decentramento e si è teorizzata la bontà di una strategia atta a creare delle delegazioni nelle frazioni ma oggi questo è assolutamente improprio ed è uno spreco di risorse che non porta un miglioramento del servizio. I servizi vanno non decentrati ma concentrati ed erogati direttamente a casa. Oggi ci sono servizi che possono essere dati con misure diverse e per questo abbiamo avviato una riorganizzazione delle aree e dei servizi, prevedendo un terzo livello di uffici che è entità autonoma in grado di fare procedimenti completi e con un responsabile del servizio. Non basta sistemare ciò che c’è ma bisogna pensare anche alla situazione tra due o tre anni”.

Emergenza vigili. “La Polizia locale – continua Bolognari – come tutti sappiamo è il settore che soffre di più e questa carenza si riflette su altri settori, perché se non si possono fare i controlli delle attività commerciali o i sopralluoghi sull’edilizia privata poi sono tutti gli uffici che soffrono. Per questo evidenzio che noi abbiamo una disponibilità di spesa per possibili nuovi assunzioni di oltre Un milione di euro, potremmo prendere altro personale ma non lo possiamo fare”.

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